Tratto da “HP e l’Ordine della Fenice”

Un tempo, quand’ero assai nuovo berretto

e Hogwarts neonata acquistava rispetto,

i gran fondatori del nobil maniero

sortivan tra loro un patto sincero:

divisi giammai, uniti in eterno

per crescere in spirito sano e fraterno

la scuola di maghi migliore del mondo,

per dare ad ognuno un sapere profondo.

“Insieme insegnare, vicini restare!”

Il motto riuscì i quattro amici a legare:

perchè mai vi fu sodalizio più vero

che tra Tassorosso e il fier Corvonero,

e tra Serpeverde e messer Grifondoro

l’unione era salda, l’affetto un ristoro.

Ma poi cosa accadde, che cosa andò storto

per rendere a tale amicizia gran torto?

Io c’ero e ahimè qui vi posso narrare

com’è che il legame finì per errare.

Fu che Serpeverde così proclamò:

<<Di antico lignaggio studenti vorrò>>.

E il fier Corvonero si disse sicuro:

<<Io stimerò sol l’intelletto più puro>>.

E poi Grifondoro: <<Darò gran vantaggio

a chi compie imprese di vero coraggio>>.

E ancor Tassorosso: <<Sarà l’uguaglianza

del mio insegnamento la sana sostanza>>.

Fu scarso il conflitto all’inizio, perchè

ciascuno dei quattro aveva per sè

un luogo in cui solo i pupilli ospitare,

e a loro soltanto la scienza insegnare.

Così Serpeverde prescelse diletti

di nobile sangue, in astuzia provetti,

e chi mente acuta e sensibile aveva

dal fier Corvonero ricetto otteneva,

e i più coraggiosi, i più audaci, i più fieri

con ser Grifondoro marciavano alteri,

e poi Tassorosso i restanti accettava,

sì, Tosca la buona a sè li chiamava.

Allora le Case vivevano in pace,

il patto era saldo, il ricordo a noi piace.

E Hogwarts cresceva in intatta armonia,

e a lungo, per anni, regnò l’allegria.

Ma poi la discordia tra noi s’insinuò

e i nostri difetti maligna sfruttò.

Le Case che con profondissimo ardore

reggevano alto di Hogwarts l’onore

mutarono in fiere nemiche giurate,

 e si fronteggiaron, d’orgoglio malate.

Sembrò che la scuola dovesse crollare,

amico ed amico volevan lottare.

E infine quel tetro mattino si alzò

che Sal Serpeverde di qui se ne andò.

La disputa ardente tra gli altri cessava

ma le Case divise purtroppo lasciava,

nè furon mai più solidali da che

i lor fondatori rimasero in tre.

E adesso il Cappello Parlante vi appella

e certo sapete qual è la novella

che a voi tutti quanti annunciare dovrò:

ma sì, nelle Case io vi smisterò.

Però questa volta è un anno speciale,

vi dico qualcosa ch’è senza l’uguale:

e dunque, vi prego, attenti ascoltate

e del mio messaggio tesoro ora fate.

Mi spiace dividervi, ma è mio dovere:

eppure una cosa pavento sapere.

Non so se sia utile voi separare:

la fine che temo potrà avvicinare.

Scrutate i pericoli, i segni leggete,

la storia v’insegna, su, non ripetete

l’errore commesso nel nostro passato.

Adesso su Hogwarts sinistro è calato

un grande pericolo, un cupo nemico

l’assedia da fuori, pericolo antico.

Uniti e compatti resister dobbiamo

se il crollo di Hogwarts veder non vogliamo.

Io qui ve l’ho detto, avvertiti vi ho…

e lo Smistamento or comincerò.

(Il Cappello Parlante)

Il mondo non è diviso

in brava gente e Mangiamorte.

(Sirius Black)

Sempre a spettinarti i capelli perchè ti sembra

affascinante avere l’aria di uno che è appena

sceso dalla scopa, sempre a esibirti con

quello stupido Boccino e a camminare tronfio

nei corridoi e lanciare incantesimi in chiunque

ti infastidisca solo perchè sei capace…

Sei così pieno di te che non so come fa la tua scopa

a staccarsi da terra. Mi dai la NAUSEA.

(Lily Evans)

Non devi vergognarti di quello che provi.

Anzi… poter provare un dolore così grande

è la tua vera forza.

(Silente)

La Stanza delle Necessità (10)

Tralasciando il fatto che in questi giorni, se una stanza del genere esistesse davvero, la userei non per entrarci io ma per farci entrare qualcun altro come in Cube – Il Cubo, voi in questo preciso momento cosa trovereste all’interno della Stanza delle Necessità? Non sapete di che parlo? Bene, è arrivato il momento di rinfrescare, dopo più di un anno, la mia vecchia e cara rubrichetta 😉

<<Aspetta un momento… c’è una cosa che puoi fare per me, Dobby>> disse lentamente. L’elfo si voltò, raggiante. <<Lo dica, Harry Potter, signore!>> <<Ho bisogno di trovare un posto dove ventotto persone possono esercitarsi nella Difesa contro le Arti Oscure senza essere scoperte dagli insegnanti>>. […] Si aspettava di vedere svanire il sorriso dell’elfo, le sue orecchie abbassarsi; di sentirgli rispondere che era impossibile, o che avrebbe cercato un posto, ma senza molte speranze. Quello che non si aspettava era che Dobby facesse un saltello, agitando allegramente le orecchie e battendo le mani. <<Dobby conosce un posto perfetto, signore!>> esclamò contento. <<Dobby l’ha sentito dire dagli altri elfi domestici quando è arrivato a Hogwarts, signore. Noi la chiamiamo Stanza Va-e-Vieni, signore, oppure Stanza delle Necessità!>> <<Perchè?>> chiese Harry curioso. <<Perchè è una stanza dove si può entrare>> disse Dobby serio, <<solo se c’è veramente bisogno. A volte c’è, a volte no, ma quando appare ha sempre tutto quello che serve a chi la cerca. Dobby l’ha usata, signore>> continuò l’elfo, calando le orecchie con aria colpevole, <<quando Winky era molto ubriaca; l’ha nascosta nella Stanza delle Necessità e ha trovato antidoti alla Burrobirra, un bel lettino da elfo per farla dormire, signore… e Dobby sa che il signor Gazza ci trova i detersivi quando li sta finendo, signore, e…>> <<E se avessi davvero bisogno di un bagno>> lo interruppe Harry […], <<si riempirebbe di vasi da notte?>> <<Dobby pensa di sì, signore>> rispose l’elfo, annuendo serio. <<E’ una stanza strabiliante, signore>>.

tratto da “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”

Avete le idee più chiare ora? Bene, e allora… di cosa avreste necessità al momento? Io aprirei quella porta e sarei travolto da banconote da 500 €. Già!!

Le maledizioni senza perdono (9)

Ed ecco che dopo mesi e mesi, quasi un anno ormai, ripropongo un brano tratto dai libri di Harry Potter. E oggi vesto i panni della persona sadica e cattiva e riporto un brano non proprio “buono”… Animoticon

<<Allora… qualcuno di voi sa a quali maledizioni corrispondono le pene più gravi secondo la legge magica?>> […] <<Ehm>> esordì Ron esitante, <<papà me ne ha spiegato una… si chiama la Maledizione Imperius, mi pare?>> […] Moody si alzò pesantemente sui piedi scompagnati, aprì il cassetto della scrivania ed estrasse un barattolo di vetro. Dentro zampettavano tre grossi ragni neri. […]

Moody pescò nel barattolo, prese uno dei ragni e lo tenne nel palmo della mano in modo che tutti lo vedessero. Poi puntò la bacchetta contro di lui e borbottò: <<Imperio!>>. Il ragno si calò con un balzo dalla mano di Moody appeso a un sottile filo di seta, e prese a dondolarsi avanti e indietro come su un trapezio. Tese le zampe rigidamente, poi fece un salto all’indietro, spezzando il filo e atterrando sulla scrivania, dove cominciò a fare la ruota in cerchio. Moody agitò la bacchetta, e il ragno si alzò su una delle due zampe posteriori e si esibì in quello che era un inconfondibile passo di tip tap. Tutti risero: tutti tranne Moody. <<Vi sembra divertente, eh?>> ringhiò. <<Vi piacerebbe, eh, se lo facessi a voi?>>. Le risate si spensero all’istante. <<Controllo totale>> disse Moody piano, mentre il ragno si appollottolava e cominciava a rotolare. <<Potrei costringerlo a saltare fuori dalla finestra, ad affogarsi, a ficcarsi giù per la gola di uno di voi…>> […]

Moody raccolse il ragno sobbalzante e lo rimise nel barattolo. <<Qualcun altro ne sa una? Un’altra maledizione illegale?>> […] <<Ce n’è una… la Maledizione Cruciatus>> disse Neville, con la sua vocetta acuta ma ben chiara. […] Moody alzò di nuovo la bacchetta, la puntò contro il ragno e mormorò: <<Crucio!>>. D’un tratto, le zampe del ragno si piegarono sotto il suo corpo; l’animale si rovesciò e prese a contorcersi orribilmente, dondolando da una parte all’altra. Non emise alcun suono, ma Harry fu certo che se avesse potuto, avrebbe urlato. […] <<Dolore>> disse Moody dolcemente. <<Non c’è bisogno di pinze schiacciapollici o coltelli per torturare qualcuno se sapete scagliare la Maledizione Cruciatus… anche quella era molto popolare, una volta. Bene… qualcuno ne conosce altre?>> […]

Infilò la mano nel barattolo di vetro, e come se intuisse che cosa stava per succedere, il terzo ragno corse freneticamente sul fondo del barattolo, cercando di sfuggire alle dita di Moody, ma lui lo afferrò e lo depose sulla cattedra. Il ragno prese a zampettare affannosamente sulla superficie di legno. Moody levò la bacchetta, e Harry presentì quanto sarebbe accaduto e rabbrividì. <<Avada Kedavra!>> ruggì Moody. Ci furono un lampo di luce verde acceccante e un rumore improvviso, come se un’entità enorme e invisibile galleggiasse nell’aria: il ragno si rovesciò sulla schiena all’istante, intatto ma inequivocabilmente morto.

tratto da “Harry Potter e il Calice di Fuoco”

Sarà che nella realtà sono buonissimo Angelo, ma il mio alter ego sarebbe un fiero sostenitore di queste tre maledizioni Animoticon. Scherzi a parte, chi ha letto i libri di Harry Potter sa benissimo che queste erano le preferite dei “Mangiamorte”, i maghi sostenitori di Voldemort. Insomma, senza voler togliere nulla ai personaggi buoni, i Mangiamorte sono tra i personaggi migliori di tutta la saga di HP. Ebbene sì, se da una parte i miei personaggi preferiti erano Silente e Hermione, dall’altra parte (grazie alla bravura della Rowling) mi intrigavano moltissimo i maghi oscuri, Voldemort in testa Animoticon.

Siccome sono contro la pena di morte, l’Avada Kedavra (di cui avevo già parlato QUI) sarebbe troppo anche per me. La Maledizione Imperius, ugualmente, non è nella mia indole. Costringere chiunque a fare quello che si vuole è sinonimo di potenza e non mi interessa. La Maledizione Cruciatus, invece… la scaglierei ben volentieri a diversa gente!!!

Tratto da “HP e il Calice di Fuoco”

“Se vuoi sapere com’è un uomo,

guarda bene come tratta i suoi inferiori,

non i suoi pari.”

(Sirius Black)

“La curiosità non è un peccato.

Ma dovremmo andarci cauti,

con la curiosità…”

(Silente)

 

“Che cosa fossi, nemmeno io lo so…

Io, che mi sono spinto più in là

di ogni altro sul sentiero

che conduce all’immortalità.

Conoscete il mio obiettivo:

dominare la morte.”

(Voldemort)

Voldemort avanzò lentamente e si voltò

a guardare Harry. Levò la bacchetta. “Crucio!

Era un dolore al di là di quanto Harry

avesse mai provato. Perfino le ossa

erano in fiamme; la testa stava per spaccarsi

lungo la cicatrice, lo sentiva; gli occhi

gli roteavano folli nella testa;

voleva che finisse… che si spegnesse..

voleva morire…

 

“Capire è il primo passo per accettare,

e solo accettando si può guarire.”

(Silente)

“Attenuare il dolore per un po’

lo renderà più acuto quando alla fine

lo sentirai.”

(Silente)

 

“Le differenze di abitudini e linguaggio

non sono nulla se i nostri scopi

sono gli stessi e i nostri cuori

sono aperti.”

(Silente)

La GiraTempo (8)

So già che tipo di commenti attirerà questo intervento…

Commenti del tipo: “A me non servirebbe un aggeggio di questo tipo”, “Io non cambierei nulla e quindi non ne avrei la necessità” e “Io preferisco vivermi il presente”…

Sì, sì ok… però la mia rubrica tratta dai libri di Harry Potter non viene aggiornata da un bel po’ e deve andare avanti. Quindi, volenti o nolenti, ci deve essere pure questo brano Animoticon:

<<Quello che ci occorre>> disse Silente con calma, lo sguardo azzurro che si spostava da Harry a Hermione, <<è più tempo>>. […] <<Signorina Granger, tre giri dovrebbero bastare. Buona fortuna>>. […] Hermione teneva la catena tesa davanti a sè. Harry vide penzolare una piccola clessidra scintillante. <<Vieni qui…>>. Hermione passò la catena anche attorno al collo di Harry. <<Sei pronto?>> disse in un soffio. <<Che cosa succede?>> chiese Harry, completamente smarrito. Hermione fece girare la clessidra tre volte. Il buio si dissolse. Harry ebbe la sensazione di volare all’indietro, a grandissima velocità. Un turbine velocissimo di colori e forme gli sfrecciò accanto, le orecchie gli pulsavano, cercò di gridare ma non riuscì a sentire la propria voce… E poi avvertì di nuovo il terreno sotto i piedi, e tutto tornò a fuoco… […] <<Cosa… come… Hermione, che cosa è successo?>>. <<Siamo tornati indietro nel tempo>> sussurrò Hermione, sfilando la catena dal collo di Harry. <<Di tre ore…>>

tratto da “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”

Ormai mi conoscete abbastanza, no? Inutile dire che avendo questo aggeggio (che in italiano è stato tradotto in “GiraTempo”) avrei l’imbarazzo della scelta per decidere quanti giri far fare alla clessidra…

A parte che ovviamente rivivrei un sacco di giornate ottime. E ovviamente (ovviamente per me…) avrei tanto da “sistemare”.

Ciò che mi fa “imbestialire” non è tanto il fatto di avere errori da correggere. Ma perchè, in certe situazioni, faccio sempre gli stessi? Non si dice che servono per esperienza?

Sono recidivo. O semplicemente immaturo.

Expecto Patronum!! (7)

In teoria ero convinto di dover scrivere un altro brano, ma poi quando ho ripreso il libro in mano e l’ho sfogliato, siccome sto seguendo l’ordine della storia (tranne una volta per distrazione…), mi sono accorto che dovevo riportare un altro episodio. E sono contento che me ne sia accorto, perchè oggi mi serve proprio un brano del genere.

Insomma, forse è proprio vero che niente succede per caso…

Piccolissima introduzione per chi non ha ancora letto i miei libri preferiti: per “capire” il brano, sappiate che i Dissennatori si cibano della felicità altrui, tanto che la sensazione che si prova in loro presenza è quella di non riuscire mai più a essere felici. Rappresentano ciò di cui Harry ha più paura.

<<L’incantesimo che cercherò di insegnarti è magia molto avanzata, Harry… molto al di sopra del Fattucchiere Ordinario. Si chiama Incanto Patronus>>. <<Come funziona?>> chiese Harry nervoso. <<Be’, quando funziona correttamente, evoca un Patronus>> spiegò Lupin, <<che è una specie di Anti – Dissennatore>>. […] <<Il professor Lupin riprese: <<Il Patronus è una forza positiva, una proiezione delle cose di cui si alimenta il Dissennatore: la speranza, la felicità, il desiderio di sopravvivere. Ma non può provare la disperazione come i veri esseri umani, quindi i Dissennatori non sono in grado di fargli del male>>. […] <<E come si fa a evocarlo?>> <<Con un incantesimo che funziona soltanto se ti concentri con tutte le tue forze su un solo ricordo molto felice>>. […] <<L’incantesimo è questo>>. Lupin si schiarì la voce: <<Expecto Patronum!>>

tratto da “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”

Questo brano mi fa pensare perchè anche a me una volta chiesero di concentrarmi su un ricordo molto felice. Mi trovavo in una sala operatoria dell’ospedale di Santander e pochi minuti più tardi mi avrebbero operato. Qui, a casa mia, non sapevano nulla; avevo avvisato solo mia sorella e mio fratello qualche ora prima.

Quando arrivò l’ora dell’operazione, mi presero dalla camera e mi portarono in sala operatoria. Parlai con l’anestesista del più e del meno, di come mai ero in Spagna, di come mi trovavo, della sfortuna che avevo avuto a stare male, parlai addirittura delle infermiere dell’ospedale (tutte perfette tranne una che mandai “gentilmente” a quel paese…) e poi, prima dell’anestesia totale, per farmi rilassare ancora di più, l’anestesista mi disse di pensare a uno dei miei ricordi più belli, non importava se recente o meno. Vecchio o recente che fosse, se il ricordo fosse stato veramente intenso e piacevole mi avrebbe fatto stare bene, mi avrebbe rilassato e l’operazione avrebbe avuto meno inconvenienti.

Io solitamente sono un fifone e invece lì, paradossalmente, ero tranquillo. Ma ovviamente una certa preoccupazione ce l’avevo. E dovevo farla sparire.

Avrei potuto pensare a un sacco di cose, di persone e di episodi. Ricordi belli ne ho tanti, ma quando così all’improvviso ti chiedono di sceglierne uno, sopratutto in situazioni come quella, è probabile che ne affiorino alla mente alcuni che seppur piacevoli non sono nemmeno i migliori in assoluto e a cui magari non hai mai pensato prima. E’ una sensazione strana, perchè sono sicuro che se avessi avuto il tempo per farlo avrei pensato a un sacco di altre cose. Ma in quel preciso momento, trovai spontaneo concentrarmi solo su un ricordo particolare, e più ci pensavo, più ero contento e sorridevo.

L’operazione andò a meraviglia. Mi svegliarono in sala rianimazione con degli schiaffi, ma sicuramente mi addormentai con il sorriso sulle labbra nel ripensare a questo video, che mi preparò Sergio proprio qualche giorno prima della mia partenza A bocca aperta.

Quel giorno, questo video è stato il mio EXPECTO PATRONUM Animoticon. E il vostro qual è?

Fanny la Fenice (6)

Su un trespolo d’oro, dietro alla porta, stava appollaiato un uccello dall’aria decrepita, che assomigliava terribilmente a un tacchino spennacchiato. […] Harry pensò che aveva un’aria molto malandata. Il suo sguardo era opaco, e mentre Harry lo fissava gli caddero un paio di penne dalla coda. “Ci manca solo che l’uccello preferito di Silente decida di andare al creatore proprio mentre sono qui con lui, da solo” pensò il ragazzo. E in quel preciso istante l’uccello prese fuoco. […] Intanto l’uccello, che era diventato una palla di fuoco, emise un grido stridulo e un attimo dopo era scomparso, lasciando sul pavimento soltanto un mucchietto di ceneri fumanti. La porta dell’ufficio si aprì. Entrò Silente. […] “Vedi, Harry, Fanny è una Fenice. E le Fenici, quando è arrivato il momento di morire, prendono fuoco e poi rinascono dalle loro stesse ceneri. Stà a vedere…” Harry abbassò gli occhi appena in tempo per vedere un uccellino grinzoso, appena nato, far capolino fra la cenere. Era brutto quasi quanto quello vecchio.

(tratto da “Harry Potter e la Camera dei Segreti”)

Ovviamente non è la Rowling ad avere inventato il mito della Fenice, che rinascendo dalle sue stesse ceneri è metafora di un uomo che si rialza dopo aver toccato il fondo, pronto a risplendere per un bel po’ ma non per sempre, anzi, ogni volta conscio che prima o poi arriverà a un nuovo ostacolo e a una nuova prova da superare, e ogni volta pronto a rialzarsi, a rinascere ancora e ancora.

Proprio ieri ho abbandonato finalmente quel numero 30 così tondo che mi ha sempre fatto paura e che non mi è mai piaciuto prima ancora di averlo. Tra l’altro non è stato un anno tra i migliori, quindi oggi mi piace pensare a questo mito!! Nella vita, così come non si va sempre in discesa non si va mai nemmeno sempre in salita. L’unica cosa che ci sarà sempre è proprio la presenza di questi alti e bassi, che a volte dipendono da noi, altre volte no.

Speriamo che ora cominci il periodo “alto” un po’ per tutti. E se non è ora, comunque ci sarà, questo bisogna saperlo sempre!! In bocca al lupo a tutti.

PS: Con questo post ho terminato “La Camera dei Segreti”, ma rimangono ancora cinque libri da trattare. Mi dovrete sopportare ancora per un bel po’. Animoticon

La pozione polisucco (5)

Per capire il dialogo che segue, per chi non conosce la trama, faccio un brevissimo riassunto. Nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts qualcuno ha riaperto la misteriosa Camera dei Segreti come avvenne 50 anni prima. Questa Camera, costruita tempo addietro da Salazar Serpeverde, uno dei quattro fondatori della scuola, può essere aperta soltanto da colui che può considerarsi un suo erede. Harry, Ron e Hermione, per tutta una serie di motivi che non sto qui a elencare (leggetevi il libro!) credono che l’erede sia Draco Malfoy, studente che con i tre protagonisti del romanzo non va tanto d’accordo… L’ultimo brano di HP che ho riportato qui sul blog (vedi Il Molliccio) è tratto da “Il Prigioniero di Azkaban”. Ok, è il mio libro preferito e forse non vedevo l’ora di inserire un brano tratto da quel libro, ma devo fare un passo indietro perchè ho dimenticato di riportare ancora qualcosa del libro precedente. Non vorrei farvi perdere il filo per colpa mia .

<<Stai parlando di Malfoy?>> <<E di chi altro?>> disse Ron. […] <<Ma come possiamo dimostrarlo?>> chiese Harry cupo. <<Un modo ci sarebbe>> disse lentamente Hermione. […] Dovremmo introdurci nella sala di ritrovo dei Serpeverde e fare a Malfoy qualche domanda senza che lui sappia che siamo noi>>. <<Ma è impossibile!>> disse Harry, e Ron scoppiò a ridere. <<No che non lo è>> replicò Hermione. <<Basterebbe un po’ di Pozione Polisucco>>. <<E che cos’è?>> chiesero all’unisono Ron e Harry. […] E’ una pozione che ti trasforma in un’altra persona. Pensateci! Potremmo trasformarci in tre studenti del Serpeverde. Nessuno saprebbe che siamo noi. E’ assai probabile che Malfoy sputerebbe fuori tutto>>.

(tratto da Harry Potter e la Camera dei Segreti)

Vorrei una bottiglietta di questa pozione sulla mensola; avrei l’imbarazzo della scelta per decidere in chi trasformarmi e scoprirei tante cose che, rimanendo Roberto, potrei solo intuire… La userei proprio con lo stesso scopo con cui l’hanno usata Harry, Ron e Hermione.

Poi, se proprio dovessi essere qualcun altro, beh, allora Brad Pitt avrebbe un sosia. Siamo obiettivi: è bello, ha una donna che è una favola (anche se per i miei gusti preferisco Jennifer Aniston), è strapieno di soldi ed è uno dei miei attori preferiti.

E voi? Ora non dite la frase “Io preferisco rimanere me stesso” perchè vi tranquillizzo subito: rimmarrete esattamente voi stessi, non preccupatevi, la pozione polisucco non esiste.

Il Molliccio (4)

E’ da tanto che non pubblico qualcosa su “Harry Potter mi fa pensare a…”

Ritorno quindi con questo post… E perchè quest’immagine? Perchè il post parlerà di PAURA. Come sempre, prima, trascrivo la parte del romanzo che si interessa dell’argomento:

<<Allora>> disse il professor Lupin radunando la classe verso l’altro capo della stanza, occupato solo da un vecchio armadio in cui gli insegnanti tenevano i mantelli di ricambio. Mentre il professor Lupin si avvicinava, l’armadio ondeggiò all’improvviso, sbattendo contro il muro. Alcuni ragazzi balzarono indietro, spaventati. <<Niente paura>> commentò il professore con la massima calma. <<C’è un Molliccio lì dentro>>. […] <<Nessuno sa che aspetto ha un Molliccio quando è solo, ma quando lo farò uscire, diventerà immediatamente ciò di cui ciascuno di noi ha più paura. […] <<E’ sempre meglio avere compagnia quando si ha a che fare con un Molliccio. Così lo si confonde>>. […] L’incantesimo per respingere un Molliccio>> continuò Lupin, <<è semplice, ma richiede una grande forza mentale. Sapete, ciò che sconfigge un Molliccio sono le risate. Quello che dovete fare è costringerlo ad assumere una forma che trovate divertente>>.

tratto da “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”

Che ne pensate? Se questo essere dovesse esistere veramente, in che si trasformerebbe se incrociasse il vostro sguardo? A parte le paure reali, che credo siano universali e non ci siano risate che possano debellarle così in due secondi, di cosa avete paura? Qualcuno si vedrebbe assalito dai serpenti o dagli squali? Qualcuno si vedrebbe sospeso nel vuoto o circondato dalle fiamme o dall’acqua? Qualcuno si troverebbe di fronte al pagliaccio di IT o a Jack Nicholson in Shining? Avanti, voglio sapere le vostre fobie, quelle che magari avevate da piccoli e che in un certo qual modo avete ancora!!

Io non ho dubbi… Ebbene si, ne avevo già parlato —> QUI

Il “mio” Molliccio sarebbe uno dei Demoni di questo film… E’ inutile, continuerà a farmi sempre paura Imbarazzato.

Quello che mi piace del brano che ho riportato, è comunque ciò che Lupin dice alla fine; innanzitutto la necessità di ridere delle nostre paure per poterle sconfiggere (che cretinata però… Io me la farei sotto, altro che ridere…).

Viene poi ribadita la necessità di avere qualcuno al proprio fianco: quando non si è da soli le paure fanno meno paura e questo forse vale più per le paure reali che non per le fobie come la mia dei demoni…..tant’è che io quel film non lo guarderei più nemmeno se fossimo in 40.

PS: Il prossimo post sui brani di HP sarà molto più allegro, promesso!! Non vi chiederò ciò che vi fa più paura, anzi…

Tratto da “HP e il Prigioniero di Azkaban”

“E’ stato orribile” esclamò Neville

con voce più alta del solito.

“Hai sentito che freddo quando è entrato?”

“Io mi sentivo strano” disse Ron

stringendosi nelle spalle.

“Come se non potessi mai più

essere felice…”

 

“Allora, la prima domanda che

dobbiamo porci è questa:

che cos’è un Molliccio?”

Hermione alzò la mano.

“E’ un Mutaforma” disse.

“Può assumere l’aspetto di quello

che ritiene ci spaventi di più.”

“Vorrei che tutti voi vi soffermaste

a pensare qual è la cosa che più vi fa paura,

e a immaginare come fare

per renderla comica…”

(Lupin)

“Oh, no” disse Lupin. “E’ molto peggio.

Puoi esistere anche senza l’anima, sai,

purchè il cuore e il cervello

funzionino ancora.

Ma non avrai più nessuna idea di te stesso,

nessun ricordo…nulla.

Non è possibile guarire.

Esisti e basta. Come un guscio vuoto.

E la tua anima se n’è andata per sempre…

è perduta.”

“Non ti rimprovero mica!” disse Hagrid,

respingendo le scuse di Harry.

“Con tutto quello

che c’hai avuto per la testa,

ti ho visto che ti allenavi a Quidditch

a tutte le ore del giorno e della notte…

ma ve lo devo dire, credevo che a voi due

vi importava di più della vostra amica

che non di una scopa o di un topo. Ecco.”

“Sapessi quanto assomigli a tuo padre,

Potter” disse Piton all’improvviso,

con un bagliore negli occhi. “Anche lui era

straordinariamente arrogante.

Quel suo po’ di talento a Quidditch

gli dava la certezza

di essere superiore agli altri.

Come te. Andava in giro a pavoneggiarsi

con i suoi amici e ammiratori…

la somiglianza fra voi due è straordinaria.”

“I miei vestiti sono già abbastanza sporchi

senza che li tocchi tu.”

(Sirius)

“Le conseguenze delle nostre azioni

sono sempre così complicate,

così mutevoli,

che predire il futuro

è davvero molto difficile…”

(Silente)

“Credi che le persone scomparse

che abbiamo amato

ci lascino mai del tutto?

Non credi che le ricordiamo

più chiaramente che mai

nei momenti di grande difficoltà?”

(Silente)