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Non sapete cosa cucinare oggi per pranzo? Niente paura: vi svelerò la ricetta di quello che, come dice il titolo, è il mio cavallo di battaglia, ossia il risotto con salsiccia secca e radicchio sfumato al vino rosso ;) . Quindi, almeno con il primo, sarete a posto ;)

Vi pare di conoscerlo già? E ci credo!! La settimana scorsa, quella ladra della Clerici si è permessa di divulgare una ricetta praticamente uguale… SACRILEGIO!!!!!  Questa ricetta è infatti opera esclusiva della mia amica Martina, che ne detiene il copyright; io l’ho provata e da allora chiunque assaggi il mio risotto si lecca i baffi (tranne mio fratello, ma perchè a lui non piace il riso…). Stepho e Danilo potranno confermare :)

Comunque, non perdiamo altro tempo e cominciamo:

INGREDIENTI PER 3 PERSONE:

  • 300 grammi di riso parboiled (quello che non scuoce)
  • 80 grammi di salsiccia secca (va bene pure il salamino Galbani, Beretta etc. etc… ma ovviamente io prediligo i salami più artigianali)
  • mezzo radicchio
  • 1 dado e 1/2 da cucina (rigorosamente Knorr!!)
  • 1 litro di acqua
  • 1/4 di cipolla bianca
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 50 grammi di burro
  • olio extravergine di oliva
  • parmigiano q.b.

Bene… Per prima cosa preparate il brodo di dado e, mentre aspettate che sia pronto, tritate finemente la cipolla, tagliate il salame a dadini molto piccoli (vedi foto in alto), lavate bene il radicchio e tagliatelo a strisce (dopo aver eliminato le foglie più esterne e il “nocciolo duro” – vedi foto a lato). A questo punto fate soffriggere in un tegame  la cipolla e il salame con un po’ di olio extravergine di oliva e, dopo qualche minuto, aggiungete le strisce di radicchio e ammorbiditele nel soffritto.

A questo punto è arrivato il momento dell’elemento base: il riso! Aggiungetelo agli ingredienti in padella e mescolate in modo da farlo tostare per circa un minuto. Successivamente, aggiungete il vino rosso. Mescolate bene, in modo che tutti i chicchi di riso si colorino e, prima che il vino evapori tutto, cominciate ad aggiungere il brodo, che oramai è sicuramente pronto. A partire dal primo mestolo di brodo, prendete nota dell’orario. Se volete avere una sicurezza in più, controllate pure il tempo di cottura del riso indicato sulla scatola, ma considerate che comunque dovrete aggiungere a poco a poco il brodo quasi sicuramente almeno per i successivi 15 minuti senza coprire il tegame (se sulla scatola c’è scritto “Cottura in 12 minuti”, non credeteci). Con i tempi da me indicati e con queste dosi, il brodo lo aggiungerete quasi tutto. Dopo i fatidici 15 minuti, assaggiate e valutate se siete arrivati al punto di cottura desiderato. In caso negativo, continuate ancora per qualche minuto e assaggiate ogni tanto. In caso affermativo, beh… avete terminato. Vi resta da fare solo una cosa: la mantecatura del risotto!! Questa parola, che secondo me è stata aggiunta nel vocabolario di italiano solo due anni fa, significa che, A FUOCO SPENTO, dovrete aggiungere il burro (dividetelo in più parti in modo che si distribuisca meglio) e un po’ di parmigiano (non esagerate con quest’ultimo, perché chi vuole potrà pure aggiungerlo singolarmente più tardi) e, dopo aver mescolato un po’ e aver coperto il tegame, dovrete far riposare il risotto per almeno 3 minuti (sempre a fuoco spento!).

E poi? E poi… buon appetito :) .

Credo che se continueranno a mandare in onda questa pubblicità

dovrò andare alla ricerca del bambino e tramortirlo a colpi di mazza da scopa, da baseball, da golf…

No, perchè… se i bambini non si toccano, l’eccezione che conferma la regola è proprio data da questo della pubblicità del San Crispino, che andrebbe davvero eliminato fisicamente…

Ma poi… “Lo portiamo a San Crispino, che ne fa un vino buono”… E me lo posso immaginare quanto possa essere buono questo vino!! Ottimo, direi…

Per fortuna che su YouTube trovo sempre le pubblicità come le trasmetterei io:

Ci sono donne straordinarie che non fanno niente per essere notate e 
con grande cuore donano la propria vita agli altri. 
Manteniamo viva l’attenzione su Rossella Urru, 
i media non lo fanno, facciamolo noi.


Questo è l’appello che compare sul blog DonneViola per la liberazione di Rossella Urru.

Mi pare l’appello più giusto nei confronti di questa giovane ragazza di Samugheo, rapita il 23 ottobre 2011 nel sud dell’Algeria insieme a due suoi colleghi spagnoli da un gruppo di estremisti islamici.

Volontaria del CISP, Comitato Internazionale Sviluppo dei Popoli, il giorno del suo rapimento Rossella Urru si trovava in un campo profughi del popolo Saharawi per svolgere la sua missione umanitaria. Durante questi quattro mesi, le notizie a riguardo sono state poco più che inesistenti. La tv ne ha parlato pochissimo e le uniche notizie sul suo rapimento e sulle sue condizioni si sono potute ottenere solo tramite internet. Solo dopo l’appello di Geppi Cucciari sul palco del Festival di Sanremo (e questo lo trovo inconcepibile, visto che ricordo che nel frattempo sono trascorsi quattro mesi…), ho notato l’interesse dei media e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica affinché Rossella e i suoi colleghi spagnoli possano essere liberati il prima possibile.

Questa sensibilizzazione deve continuare fino a quando non arriverà quel giorno, e non solo oggi 29 febbraio 2012, giornata nella quale i blogger sono stati invitati a pubblicare un post su Rossella Urru affinché il suo caso non sia dimenticato.

Domenica 19 febbraio, per la prima volta in vita mia sono andato a vedere uno degli eventi più importanti del Carnevale sardo: la Sartiglia di Oristano ;) .

Metto le mani avanti: se alla fine dovete commentare per dire che siete contro lo sfruttamento degli animali, e in particolare dei cavalli, fate prima a non leggere il post. Anzi, sappiate che io i cavalli me li mangio pure!

Comunque, dicevo… Sono andato alla Sartiglia. Armato della mia fedele macchinetta fotografica, speravo di ritornare a casa con una foto simile:

In realtà, ciò che ho catturato e che più assomiglia all’immagine qui sopra, è questa sequenza di foto:

Come potete notare, si vede CHIARAMENTE il momento in cui il cavaliere riesce a centrare la stella .

Ma vabbeh…

L’evento è conosciuto in tutta la Sardegna. Me ne sono accorto quando è arrivato il treno che mi avrebbe portato a Oristano: al momento di salire, quasi non c’era più posto . Dopo la disperazione iniziale, già convinto di dover fare tutto il viaggio di un’ora in piedi, riesco a trovare un posto libero. Arrivato alla stazione di Oristano, scando dal treno con il resto della mandria per poi abbandonarla subito. Io, ovviamente, voglio fare le cose bene, e per conoscere bene la Sartiglia bisogna essere con un oristanese. Quindi ecco che incontro il mio amico Nicola, oristanese D.O.C., che da anni mi invitava all’evento senza riuscire mai a farmi dire sì. Quest’anno ci è riuscito :) .

La Sartiglia è fondamentalmente una giostra equestre che si organizza appunto durante il Carnevale, la cui origine si perde nella notte dei tempi e che ha lo scopo di celebrare le divinità per propiziare i raccolti. Il tramite divino è impersonato da Su Componidori.

Egli rappresenta infatti un semidio, il padrone della città per l’intera durata della manifestazione, sceso tra gli uomini per portare fortuna e scacciare gli spiriti maligni. Una mascotte, insomma… Molto sentito è il momento della sua vestizione, a cui possono partecipare solo i raccomandati (quindi io e un altro migliaio di persone, no…); in particolare, il momento topico pare sia quello in cui gli viene poggiata la maschera sul volto e quando sale a cavallo. Da quel momento in poi, non dovrà più toccare terra, in quanto se ciò dovesse succedere sarebbe un cattivo presagio per il raccolto.

In realtà, la Sartiglia viene organizzata sia la domenica che l’ultimo martedì di Carnevale, e Su Componidori della domenica non è lo stesso del martedì. A decidere chi, tra i partecipanti alla Sartiglia, vestirà i suoi panni, è il cosiddetto Gremio, che cambia a seconda della giornata: la Sartiglia della domenica è tipicamente quella organizzata dal Gremio dei Contadini, mentre quello dei Falegnami è l’organizzatore della Sartiglia del martedì. Da quel che ho capito, la scelta de Su Componidori, che viene effettuata mesi prima ma viene ufficializzata il 2 febbraio, è effettuata in base a simpatie e a quanto si lecca il culo al Presidente del Gremio. C’è da dire che comunque chì dovrà impersonare Su Componidori deve pure essere un bravo cavaliere, in quanto dovrà fare delle scelte importanti durante la manifestazione e, ovviamente, dovrà cercare di non rompersi l’osso del collo.

Assieme a lui, infatti, ci sono altri due cavalieri. Insieme, questo terzetto costituisce la prima pariglia. E poi ci sono altri 117 cavalieri, ognuno sul proprio cavallo, per un totale di 120 partecipanti. E sarà proprio Su Componidori a scegliere chi, tra di loro, gareggerà nella Corsa alla Stella: cavallo e cavaliere partono al galoppo nel tentativo di infilzare con la spada una stella forata che pende in mezzo alla strada. Tante più stelle si riesce a infilzare e tanto più proficui saranno i raccolti futuri. Per questo motivo (e anche per evitare di essere preso in giro una volta che la Sartiglia è terminata…) Su Componidori deve avere un ottimo intuito nello scegliere i cavalieri che parteciperanno alla gara.

E sempre lui deciderà anche quando terminare questa prima parte della giostra, eseguendo quella che viene chiamata Sa Remada: lancerà cioè il cavallo al galoppo e, completamente sdraiato su di esso, benedirà la folla con una sorta di scettro chiamato Sa Pipia de Maju. Successivamente, cavalli e cavalieri si spostano verso un’altra via della città, dove si correranno le Pariglie. Chi, tra il pubblico, era in prima fila per assistere alla Corsa alla Stella, può ovviamente dimenticarsi di assistere alle Pariglie, e viceversa. In realtà, passare ore e ore a vedere cibo che galoppa secondo me non ne vale nemmeno la pena, anche perchè poi viene fame… No, davvero, scherzi a parte credo che stare seduto per tutto quel tempo a guardare la Corsa e le Pariglie, dopo un po’ sia pure noioso…

Anche per le Pariglie avevo una foto obiettivo. Più o meno volevo ottenere una cosa del genere:

Ho ottenuto, invece, questo risultato:

Anche in questo caso potrete notare come non ci siano differenze tra quello che volevo ottenere e quello che ho ottenuto .

Come avrete intuito, le Pariglie sono spericolate corse che i cavalieri eseguono lanciando i cavalli al galoppo. A quanto pare, le esibizioni migliori sono quelle del martedì, ultimo giorno della Sartiglia; questo per evitare di farsi del male già dal primo giorno e rischiare di non poter partecipare due giorni dopo. Vista la pericolosità, in ogni caso, per evitare cadute che sarebbero di cattivo auspicio, Su Componidori e i suoi due cavalieri non vi partecipano. Le Pariglie continuano finché c’è luce; poi, tramontato il sole, Su Componidori viene accompagnato nuovamente dal corteo nella casa dove avviene la sua svestizione (a cui, diversamente dalla vestizione – riservata ai soliti eletti – possono partecipare tutti). Successivamente, tamburini, trombettieri, cavalieri (e secondo me pure Su Componidori), vanno a scolarsi tutte le bottiglie di Vernaccia rimaste aperte dalla mattina .

Questa è la Sartiglia vista con gli occhi da “turista”. Ma io ero con Nicola e i suoi amici oristanesi, quindi l’ho vissuta da oristanese. Ossia: alle 11:30 mi trovavo in una scuderia con un bicchiere di Vernaccia in una mano e un Fatto Fritto nell’altra ;) . Poi siamo andati nel piazzale davanti alla casa in cui si fa la vestizione de Su Componidori, io ho fatto qualche fotina e dopo abbiamo visto il primo corteo di roba da mang di cavalli, anche se il corteo migliore è stato il secondo, lungo le vie del centro storico di Oristano, visto dopo aver mangiato e bevuto a casa della nonna di un’amica di Nicola (da me simpaticamente ribattezzata “la casa di tutti”, visto che pareva aperta al pubblico :D ).

Insomma, una domenica sicuramente piacevole e diversa :) . Durante la quale, pur non avendo una macchina fotografica professionale, sono riuscito pure io a scattare qualche foto decente:

 

 

Secondo voi potevo rinunciare al mio annuale post sanremese? Ma anche no!! Quindi, dopo questo del 2009, questo del 2010 e quest’altro del 2011, ecco che arriva pure quello di quest’anno ;)

Teoricamente sarebbe dovuto arrivare ieri, ma per problemi di connessione internet non l’ho potuto pubblicare :(

In realtà, mentre guardavo la prima puntata, stavo pure per accantonare l’idea. Sembrava che non ci fosse niente di cui parlare, ma poi ecco che alla tv è apparsa Loredana Bertè, che mi ha dato l’ispirazione tutta in una volta:

Ma andiamo per ordine ;)

Sanremo = Canzoni, no? NO. Delle canzoni ne parliamo alla fine. Prima, almeno un po’, fatemi dire la mia su tutto ciò che riguardava Sanremo in questi giorni e che niente aveva a che vedere con le canzoni, ma che comunque ha occupato le prime pagine dei giornali. Perchè noi italiani siamo un popolo informato. Sostanzialmente quindi gli argomenti sono due:

  1. Celentano: E viene, e non viene, e viene pagato molto, e non viene pagato, e si intasca tutti i soldi, e li dà in beneficenza… ECCHEPPALLE!!! Alla fine c’è stato, ha monopolizzato per un’ora il palco e sinceramente non vedevo l’ora che se ne andasse. La cosa che mi spaventa è che non è detto che poi non torni nelle altre serate e che parli ancora per un’altra ora. E’ il cantante preferito di mia madre; questo significa che, dei cantanti degli anni ’60/’70, è per me il migliore in assoluto. Mi piace veramente tanto. Come cantante. Come oratore, no!! Ma non per quello che dice, anzi… Più che altro, per come lo dice.  E’ troppo pesante e questa volta lo spazio che gli hanno concesso è stato davvero esagerato. Alla fine le sue sono solo parole e basta, o almeno io i suoi discorsi non riesco a seguirli per più di dieci minuti. Poi, che dopo il suo intervento ci siano state polemiche e misure correttive mi fa veramente ridere… Come se non lo sapessero…
  2. La farfalla di Belen: per chi non lo sapesse, Belen (chiamata assieme alla Canalis per sostituire in extremis la valletta ufficiale di quest’anno) ha fatto vedere la sua farfalla. Ma cosa avete capito?? La farfalla è un tatuaggio!! Poi, che la farfalla fosse a pochi cm di distanza dalla patata è una irrilevante, no? Insomma, nonostante a me lei piaccia molto, forse un po’ di pudore non le guasterebbe… Invece, consapevole del fatto di essere un bel personaggio e di indossare un abito con uno spacco che istigava al porno, ha voluto fare la porca e ha cercato il pretesto per essere la notizia del giorno dopo. E ci è riuscita.
Detto questo, arriviamo alle canzoni và, visto che in questi giorni si è parlato soprattutto di questi due punti qui sopra ma non si è praticamente detto niente sulle canzoni… Poi, se volete parlare d’altro (delle mani di Morandi, dell’inglese di Morandi, degli ospiti, di Rocco Papaleo, degli occhi enormi di Samuele Bersani, dei denti di Pierdavide Carone etc. etc. etc….ci sono i commenti e ognuno dirà la sua ;) )

Innanzi tutto, Sanremo è anche una vetrina per chi vuole farsi conoscere. Sì sì, lo so che ogni tanto ci riprova ancora Toto Cutugno con la stessa scusa, ma in realtà io mi riferivo ai Giovani. Ecco, quest’anno sono state 8 le proposte che si sono messe in gioco. La metà di loro è stata già eliminata, quindi a contendersi la vittoria sono rimasti in 4. Non parlerò di loro, ma farò almeno un nome: MARCO GUAZZONE (che canta una canzone che si intitola “Guasto” che, nonostante il genere completamente diverso, mi fa pensare a Bliss dei Muse). E’ il mio preferito e spero sia lui ad aggiudicarsi la vittoria.

E per quanto riguarda i Big? Devo dire che quest’anno il livello mi sembra essere superiore rispetto agli anni scorsi. Sarà che manca Pupo… :D Di 14 canzoni, ce n’è solo una che non sopporto, mentre tutte le altre raggiungono o superano tutte la sufficienza, anche se a differenza degli altri anni non ce n’è una che mi piaccia in particolare e per cui vorrei assolutamente la vittoria. Ma non vi tengo sulle spine ulteriormente; lo so, lo so che aspettate come ogni anno le mie pagelle… E quindi eccole, presentate in ordine crescente:

MATIA BAZAR – “Sei tu”Sei tu che mi hai scartavetrato i coglioni, cara Silvia Mezzanotte!!! Ma possibile che, per un anno in cui non si presenta Al Bano, si debbano ancora ripresentare questi qua?? E basta!!!! E poi, passino ancora ancora loro come gruppo, ma Silvia Mezzanotte proprio no! Che faccia da schiaffi. Tra l’altro è pure convinta di essere figa… Ma dove?? La canzone? La canzone è l’unica che secondo me fa pena. VOTO: 4

IRENE FORNACIARI – “Grande mistero”Lei solitamente mi piace ma questa volta non la riconosco, non mi sembra nemmeno la sua voce. La canzone secondo me è la migliore dal punto di vista ritmico, ma non dice assolutamente nulla. O io non l’ho capita. VOTO: 6

EUGENIO FINARDI – “E tu lo chiami Dio”Ditemi quello che volete, ma a me non convince. La canzone è sicuramente profonda e lui non è di certo un cantautore da quattro soldi, eppure non riesco a dare un voto che vada oltre la sufficienza o poco più. Nonostante questo, sarà che lo paragono pure al Vecchioni dell’anno scorso, non mi stupirebbe se vincesse. VOTO: 6 e 1/2

MARLENE KUNTZ – “Canzone per un figlio”Mi piace quando a Sanremo si presentano gruppi alternativi, sia che si tratti di gruppi che mi piacciono (come nel caso dei Subsonica e dei Bluvertigo), sia che si tratti di gruppi che non mi piacciono (come nel caso degli Afterhours). I Marlene rientrano tra quelli che non mi piacciono, ma tutto sommato la loro canzone non è male. Ovviamente non mi stupisce la loro eliminazione. Mi avrebbe stupito semmai se fossero stati ripescati. VOTO: 6 e 1/2

CHIARA CIVELLO – “Al posto del mondo”Sanremo è da diversi anni che puntualmente fa conoscere cantanti italiani sconosciuti agli italiani e conosciutissimi fuori dall’Italia. Quest’anno è la volta di Chiara Civello, ossia la gatta scopata. Purtroppo, a differenza della prima sera, alla fine della seconda esibizione hanno interrotto l’inquadratura in primo piano. Se stasera la telecamera si dovesse soffermare sul suo viso alla chiusura della canzone, vi accorgerete e ne converrete con me che la sua è proprio l’espressione da gatta scopata. E non ditemi che non avete idea di com’è l’espressione da gatta scopata perchè non ci credo. Per quanto riguarda la canzone, è sicuramente orecchiabile e pulita. VOTO: 7-

FRANCESCO RENGA – “La tua bellezza”Fermo restando che ormai ho perso le speranze di rivedere il vecchio Francesco Renga che tanto mi piaceva quando cantava nei Timoria, questa volta lo promuovo. E come sempre, la voce non si discute. VOTO: 7

GIGI D’ALESSIO & LOREDANA BERTE’ – “Respirare”Ho vergogna ad ammetterlo ma, come temevo, ogni mattina mi sto svegliando con il ritornello di questa canzone in testa… Non ditelo a nessuno però perchè ho una dignità da proteggere e che se non è affondata l’anno scorso quando dichiarai che mi piaceva la canzone di Anna Tatangelo, non deve affondare nemmeno quest’anno per colpa del compagno… Ma soffermiamoci di più su questa coppia prima di parlare della canzone. Lui lo odio, semplicemente. Avete presente quel mix di sensazione di conato di vomito unita a voglia di prendere qualcuno a colpi di ferro da stiro in faccia? Ecco. E’ la mia sensazione quando canta o parla Gigi D’Alessio. Poi c’è lei, Loredanina… l’emblema della tenerezza!!! Come ho visto le nuove labbra mi è andato di traverso il boccone che stavo mangiando. Ma che è?? Ha paura che faccia una mareggiata dentro il teatro Ariston?? Lei comunque è troppo forte e credo che la canzone spopolerà alla radio perchè è quella che ha il motivetto più immediato. Sono stati eliminati ma, come avevo pure previsto nel post che ho scritto ieri e che poi alla fine non ho potuto pubblicare, sono stati ripescati. E si piazzeranno in alto, vedrete. VOTO: 7+

DOLCENERA – “Ci vediamo a casa”Ammetto di essere molto affezionato a Dolcenera. Non è tra le mie cantanti preferite, però la maggior parte delle sue canzoni che conosco mi fanno nascere un sorriso perchè riesco a dare loro sempre un certo valore :) Ed è così anche questa volta. VOTO: 7+

PIERDAVIDE CARONE & LUCIO DALLA – “Nanì”Eliminati, come per Gigi D’alessio e Loredana Bertè ero sicurissimo che anche loro sarebbero stati ripescati alla fine della serata di ieri. La canzone è cantata da Pierdavide al 95%. Basandomi sulle sue poche canzoni che conosco, posso dire che a me lui piace molto. Sinceramente mi sono stupito della loro eliminazione, ma come ho detto, ero sicuro del loro ripescaggio e sono pure sicuro che risaliranno anche la classifica. Vedremo se mi sbaglio…. VOTO: 7 e 1/2

NINA ZILLI – “Per sempre”A mio parere una delle migliori voci italiane femminili del momento, pensavo che al Festival portasse una canzone completamente diversa. Diciamo che un po’ mi ha deluso solo per questa mia aspettativa mancata, ma per il resto è straordinaria come sempre. VOTO: 7 e 1/2

NOEMI – “Sono solo parole”Mi piace molto come interprete, anche se secondo me è un po’ sopravvalutata (e io pure, appena cominciò a farsi conoscere, la soppravalutavo). Porta al Festival, e canta in maniera impeccabile, una bella canzone scritta da Fabrizio Moro. VOTO: 7 e 1/2

SAMUELE BERSANI – “Un pallone”Ogni volta che lo vedo, non posso che sorridere e ripensare alla canzone con cui si è fatto conoscere agli inizi (Chicco & Spillo). Mi piaceva allora e mi piace tuttora. E quanto è cresciuto rispetto a quei tempi!! La canzone potrebbe sembrare stupidina, ma in realtà io la trovo geniale. VOTO: 8+

EMMA – “Non è l’inferno”Lei è semplicemente odiosa. Non sopporto questo suo voler essere una brutta copia di Gianna Nannini, Irene Grandi e Pink. E’ sempre incazzata. Come si dice a Roma: ”E fattela ‘na risata chè magari domani te portano ‘n 4!!!!!” Nonostante tutto ciò, come cantante mi è sempre piaciuta moltissimo e diversamente dall’anno scorso, dove presentò con i Modà una canzone osannata da tutti ma che io trovavo imbarazzante, quest’anno mi piace molto pure la canzone. La danno per favorita, e visto che stasera duetterà con Alessandra Amoroso, ha molte possibilità di vincere. Chissà… VOTO: 8+

ARISA – “La notte”Al Festival per la terza volta, quest’anno porta una canzone completamente diversa da quelle alle quali ci aveva abituato. Fortunatamente, come ha dimostrato anche in questi ultimi anni a Very Victoria e a X Factor, si migliora anche nell’aspetto (non che ci volesse molto); segno che la ragazza, mentre tutti si chiedevano “ma ci è o ci fa?”, secondo me ci ha sempre fatto, nonostante la vocina da bambina da scuola materna. Diciamo che è sempre stata furbetta… Comunque, la canzone è stupenda, anche se la melodia mi ricorda un’altra canzone sempre cantata da lei. E secondo me piace a molti, quindi potrebbe pure salire sul podio. VOTO: 8 e 1/2

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Chi vincerà? Personalmente, come potete vedere dai voti che ho dato, quelli più alti sono per Arisa, Emma e Samuele Bersani. Quindi mi piacerebbe vedere loro sul mio podio ideale, proprio nella sequenza che ho scritto. Non ho dato voti più alti perchè comunque, pur piacendomi praticamente quasi tutte, quest’anno non c’è LA CANZONE. Quale sarà invece il podio reale, davvero non ne ho la minima idea; credo che la vittoria se la giochino in tanti e che Arisa e Emma siano le più papabili, Finardi permettendo. E non mi stupirei vederci pure Pierdavide. Se però dovessero vincere i Matia Bazar, credo che comincerò a valutare l’ipotesi di non guardare più i prossimi Festival. Quindi, per favore, occhio a come televotate!! ;)

E a proposito di voto: ‘sti cazzoni di organizzatori non  mi hanno chiamato nemmeno quest’anno per far parte della giuria demoscopica :(

Un fedelissimo compagno

Ricordo quando ti incontrai per la prima volta: attirasti subito la mia attenzione. Io però provenivo da un’altra relazione molto deludente e non volevo ripetere gli errori del passato. Lo ammetto: chiesi informazioni su di te, domandando a chiunque avrebbe potuto conoscerti se, almeno tu, saresti stato affidabile. E tutti mi diedero un parere favorevole.

Io però ero assai titubante. Il terrore di rivivere un’altra relazione come quella precedente era il mio incubo, ma sapevo benissimo pure io che non potevo stare da solo. Feci la pazzia e in pochissimo tempo riuscii a conoscerti molto più di tutti. Perchè diventammo quasi inseparabili, perchè cominciai a conoscerti e a viverti nel quotidiano. E devo dirlo: si creò da subito un bellissimo rapporto e di questo ne andavo molto fiero. Ben presto dimenticai persino il nome di chi ti aveva preceduto. Sei stato formidabile e l’hai sostituito alla grande. Di certo, da te, ha tutto da imparare… Ma chissà che fine ha fatto. Sinceramente, nemmeno mi interessa…

Insieme ne abbiamo vissute tante. Solo una volta ti ho lasciato da solo, ma sai benissimo che il mio non era un abbandono; mi riferisco a quando, nel giugno del 2006, andasti a Milano perchè qui non c’era nessuno in grado di rimetterti in sesto. In tutti questi anni, quei 20 giorni di lontananza credo siano gli unici che ci separarono così a lungo. Non vedevo l’ora di rivederti. E che bellezza sapere e vedere che avevi riacquistato la tua splendida forma :)

Ti ricordi invece quando andammo in Spagna? Anche quella esperienza la vivemmo insieme. Così come, più recentemente, anche Roma è stata una nostra meta.

Certo che però, negli anni che separano la Spagna da Roma, siamo proprio invecchiati eh? Tu poi, più volte hai avuto delle ricadute, ma ogni volta hai sempre trovato la forza di andare avanti e non abbandonarmi. Ho perso il conto delle volte che hai dovuto ricominciare tutto dall’inizio; e ricordo benissimo l’ansia del trapianto, che fortunatamente andò liscio come l’olio. Me l’avevano detto che sarebbe stata un’operazione di routine, ma io ero comunque molto preoccupato ;)

Però, è inutile negarlo: a lungo andare tutto ciò, unito agli anni che passavano, ha avuto delle ripercussioni.

Sei sempre stato un fedele compagno e questa fedeltà l’hai portata avanti fino alla fine, quando, poco prima di spegnerti definitivamente, mi hai dato delle avvisaglie, come se mi volessi dire: “Hey, amico… Io qui sto per lasciarci le penne davvero questa volta… Se devi fare qualcosa, questo è il momento adatto: ora o mai più!”.

E io, pur a malincuore, quello che mi avevi voluto suggerire l’ho fatto…

Il giorno dopo andai a vedere se stavi meglio. Risposta negativa, anzi… Il giorno dopo ancora, peggio che mai…

Non rimaneva che una sola cosa da fare: salutarti. Ti sfiorai dolcemente, ripensando a quante cose ho imparato stando con te…

Addio ACER ASPIRE 1680

PS: c’è già chi ha voluto prendere il tuo posto; se ti ho dedicato questo pensiero è proprio grazie a lui. E’ un tuo parente, avete lo stesso cognome… Spero che pure lui sia di buona famiglia come te :)

Per non dimenticare

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertold Brecht)

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