In questo periodo di inizio febbraio non posso non pensare alla mia esperienza Erasmus. Partii proprio in questi giorni, precisamente il 6, dopo un weekend trascorso a Roma. L’Erasmus mi ha dato tanto, altrettanto mi ha tolto… E di questo me ne sono accorto al rientro in Italia… E tuttora vivo le differenze tra quello che avevo qui prima di partire e quello che ho da quando sono ritornato.
Qualcuno pensa che l’Erasmus in Spagna sia come una vacanza un po’ più lunga del solito. In effetti i divertimenti non sono mancati, anzi, di certo non si conosce la parola noia; chi l’ha vissuto lo sa, chi non l’ha vissuto e guarda tutte le foto che ho pubblicato negli album può immaginarlo. Ma non bisogna nemmeno pensare che siano stati sei mesi completamente facili; sicuramente ciò ha contribuito a rendere quel periodo ancora più bello e importante. Ricordo ancora le paranoie prima di partire, la paura di non trovare casa da subito, la paura di non riuscire a socializzare, la paura di sentire troppo la lontananza dalla mia famiglia e dai miei amici… E invece…
Ancora mi vedo lì, fuori dall’aeroporto, con le mie due valigie e il portatile, ad aspettare il pullman che mi avrebbe portato in città… e ancora dovevo andare alla ricerca di un ostello per passare la notte. Quand’ecco che una volta sul pullman squilla il mio telefono: era Marta, la ragazza che avevo conosciuto su Messenger grazie a Enrico per potermi esercitare con lo spagnolo quando ancora stavo in Italia. L’Erasmus non poteva iniziare in modo migliore: finchè non avessi trovato una sistemazione, Marta mi avrebbe ospitato a casa sua!!
Trovai casa nel giro di tre giorni; per telefonare andavo alla stazione degli autobus perchè c’era più silenzio e capivo meglio quello che mi veniva detto al telefono. Questo però fece insospettire la polizia locale e infatti forse mi scambiarono per un terrorista dell’Eta e mi fecero un controllo… benvenuto a Santander, Roberto!!! Ero così contento per aver trovato casa, che il disguido avuto con la polizia lo trovai addirittura comico!! Vivevo con Fabrizio e Jabi, eravamo due italiani e uno spagnolo che praticamente in casa non si vedevano mai.
Una volta trovata la sistemazione, cominciai a vivere la città e le persone: ero uno dei primi del secondo semestre ad essere arrivato, ma quelli che erano lì già da settembre mi diedero subito il benvenuto; in un solo fine settimana non ho idea della gente conosciuta in giro per i locali e le strade di questa città affacciata sull’Atlantico, dove pioveva almeno una volta al giorno per metà settimana, dove quando
soffiava il vento rimpiangevo il maestrale della Sardegna, dove la gente autoctona era molto restia a darti confidenza (a Santander non c’è il classico calore spagnolo…), ma dove comunque era tutto meraviglioso, sembrava di essere lì e di conoscersi da sempre.
Ma si sa, io sono una calamita per i casini… E infatti ecco che dopo soli venti giorni di affitto, arriva lo sfratto!! Non riuscivo a trovare altre case disponibili a breve e a poco costo; la prima si sarebbe liberata intorno a metà marzo, Calle Hernan Cortez 37, 5° D. Era centralissima, ci abitavano due italiane, un francese, una spagnola e una tedesca. Io avrei dovuto prendere il posto della tedesca. E così fu… Ma prima di trasferirmi, dove sarei andato? Dove avrei dormito? Dove avrei mangiato? E’ allucinante la solidarietà che ho riscontrato in quei giorni da gente che conoscevo da soli venti giorni. Più persone mi offrirono un tetto e un letto e per più di due settimane andai a vivere da Antonio che, ironia della sorte, venne sfrattato tre mesi dopo e venne a vivere da me. Quelle settimane furono le più difficili: non vedevo l’ora di potermi trasferire nella casa che avevo trovato ma che al momento era ancora occupata. In questa, pur avendo giustamente partecipato all’affitto del mese, continuavo a sentirmi un ospite; non che mi sentissi in debito, però c’era comunque una persona in più in casa e non si trattava di ospitarla per un week end.
In quelle settimane ci sarebbe stato anche il mio compleanno (festeggiato alla grande!!!) e tuttora ricordo il giorno prima, il 7 marzo, come l’unico giorno veramente triste di tutti i sei mesi. In Italia non dissi nulla dello sfratto, quindi i miei familiari avevano ancora il vecchio indirizzo. E il 7 marzo mi chiamò il mio vecchio coinquilino per dirmi che c’era posta per me dall’Italia. Andai a piedi verso quella che fu la mia casa per i primi venti giorni; andai di sera, era già buio e fuori c’era una bufera, pioggia e vento, ma dovevo vedere chi mi aveva scritto e non potevo aspettare. La scena successiva sembrava un film: per la strada a leggere le cartoline d’auguri scritte dai miei nipotini, mentre tutto intorno a me imperversava la bufera… Per la prima volta in un mese sentii veramente nostalgia di casa!! Menomale che c’era la pioggia, perchè quell’episodio non lo associo a un bel momento…
Ma poi ecco che finalmente la stanza che avevo trovato si liberò e andai a vivere in quella che fu la mia casa fino a giugno. Eravamo in cinque e avevamo un solo bagno. Questo doveva essere il problema principale e invece non si presentò mai. Una convivenza fantastica, una casa che cadeva a pezzi, cinque stanze che non erano il massimo… Ma era la casa dei sogni!!! La movida santanderina era praticamente sotto casa mia, perchè i locali sono tutti intorno alla plaza de Cañadio, a 100 metri da dove abitavo.
Ci si spostava a piedi ogni sera da un locale all’altro e frequentissime erano le cene e le feste negli appartamenti, dove puntualmente la situazione degenerava e spesso al citofono suonava la polizia. Tuttora mi chiedo come abbia potuto sopportare quel ritmo per sei mesi, bevendo come un alcolizzato e dormendo pochissimo perchè alle 9:00 del giorno dopo dovevo essere in facoltà.
Il venerdi mattina era il massimo: arrivavo in laboratorio con due ore di riposo, sembravo una bottiglia che camminava…
L’Erasmus proseguiva tra alti e bassi; socialmente era da 10 e lode, ma i problemi continuavano a esserci in un altro campo: il lavoro all’università andava malissimo, ero disperato perchè il reattore veniva fermato tre giorni alla settimana e non c’era nessuno che mi seguisse. Ho dovuto imparare a fare le analisi di laboratorio praticamente da solo, chiedevo un becker e mi davano un matraccio, chiedevo una pipetta e non ce n’erano a disposizione, dovevo filtrare e bisognava aspettare mezz’ora perchè l’aspiratore non funzionava, dovevo fare analisi per le quali avevo bisogno di 18 contenitori da 50 ml ma ce n’erano solo 12 e oltretutto nemmeno tutti uguali, il che significava fare le analisi usando sempre lo stesso materiale, che teoricamente dovrebbe essere asciutto, ma che invece grondava di acqua distillata. Insomma, i dati a disposizione erano pochi e oltretutto erano pure molto sfalsati. Eppure sono riuscito a scriverci una tesi, che sì, ok, fa schifo… ma se si considera da dove proviene bisognerebbe farmi una standing ovation!!
E poi, l’ospedale… Ho conosciuto anche quello. Mai stato in ospedale in vita mia, ho dovuto aspettare la Spagna per andarci.
Pneumotorace: due settimane di ricovero, operazione chirurgica con anestesia totale e tre cicatrici sul corpo che ancora me lo ricordano. Beh, dicevo che mi sarei fatto il tatuaggio in Spagna per ricordarmi l’esperienza… Il tatuaggio non ce l’ho ma il marchio sul corpo sì. E a differenza di quel che tutti credono quando vengono a sapere ciò che mi capitò, quelle due settimane al Valdecilla furono fondamentali. Ancora una volta ebbi modo di vedere con i miei occhi che livelli può raggiungere la solidarietà degli amici. Dopo aver parlato coi medici, dopo aver saputo che sarei stato sottoposto a un’operazione di routine, decisi di non dire nulla qui in Italia. Feci in modo che a saperlo fossero solo alcuni amici, mio fratello e mia sorella, ma i miei genitori e l’altra mia sorella lo seppero solo dopo che ritornai definitivamente in Italia. Sembra strano, ma il rapporto di fratellanza che ho con mio fratello nacque proprio in quell’occasione. Ogni volta che mi chiamava capivo che una volta tanto ero io quello forte, quello che finalmente tirava fuori le palle. E questo lo devo a me stesso e a chi in quel periodo è stato affianco a me fisicamente. Gente con cui avevo creato una famiglia da soli tre mesi, che riusciva a trasformare una camera d’ospedale in una sala di ritrovo per amici, che faceva i salti mortali per venirmi a trovare, gente che la notte dell’operazione decise di rimanere a dormire sulle poltroncine dell’ingresso del reparto dove ero ricoverato, gente che non mi ha mai fatto sentire solo nonostante la situazione.
Per questo ringrazio anche di avere vissuto l’esperienza dell’ospedale; tutto quello che mi è successo in quei sei mesi in Spagna mi è servito e mi servirà, in un modo o nell’altro mi ha fortificato. Sono stati sei mesi in cui non mi sono fatto mancare nulla, nel bene e nel male, ma dove le poche situazioni negative che mi sono capitate sono state ampiamente ricompensate da centinaia di episodi bellissimi.
E ancora adesso, nonostante siano passati già due anni, ho addosso una forte nostalgia per quei tempi e per la gente che ho frequentato e che purtroppo non ho ancora avuto modo di rivedere. Ma credo che saremo legati per sempre, perchè abbiamo in comune un ricordo che non morirà mai.


Questo post è a dir poco MERAVIGLIOSO, troppo bello, fantastico!Mi sa proprio che lo linko sul mio blog!E’ bello il ricordo di quell’esperienza, e leggendo, mi sono venuti in mente ricordi spagnoli pure a me, anche se io non ero lì x studio.E’ vero, nel nord ovest del paese, (Paesi Baschi, Asturie, Galizia, ecc…) non c’è il "solito" calore spagnolo, e complice pure il clima,la gente è un pò più fredda.Per trovarlo bisogna andare più giù, soprattutto in Andalusia, ma pure nel resto della Spagna.Va gustato e letto con calma questo intervento, merita davvero: fa sorridere e riflettere allo stesso tempo, e non ècosa da poco!ciao!
Certo che tu vieni sempre a dire a me "lo sai che come scrivi tu…" e bla e bla…Ma porca zozza Rob!!!! CHE RACCONTO STRAORDINARIO!!!E lasciatelo dire: finalmente hai fatto un post su questa tua esperienza. Io mi son sempre limitato a vedere le foto e qualche filmato, e vedevo sempre sorrisi a 42 denti (si 42!!), quindi immaginavo, ed ora ne ho la conferma, che quell’esperienza fosse stata davvero importante e felice. Però non avevo mai letto nulla nello specifico, e credevo che forse scriverne ti poteva anche "far male", e secondo me è proprio così, perchè nelle tue parole traspare un sacco di malinconia. E mi sbilancio dicendoti che secondo me ti è pure venuto il magone mentre scrivevi e rileggevi tutto. Tanto tu farai il fighetto e dirai "io non piango mai!" e invece un filo di commozione ci sarà sicuramente. ahahahah come sono bastardo. Bellissima l’ironia della sorte: tu sfrattato, Antonio ti ha ospitato, ma pure Antonio sfrattato da te fu ospitato –> incredibile. Non sapevo nemmeno del tuo ricovero in ospedale. Ci credo che tuo fratello da allora abbia cominciato a guardarti con occhi differenti, ed è normale che anche tu abbia cominciato a farlo: davvero una scelta coraggiosa quella di informare pochi intimi. Io dal canto mio mi sarei già messo a chiamare la mammina ^_^"Mi piace poi una cosa in particolar modo: come descrivi e parli del tuo rapporto di amicizia con le persone. Si perchè mi dai la speranza di credere che anche nel più breve tempo possibile ci potrà essere sempre la fortuna di creare legami solidi e sinceri, proprio come tutte quelle persone che lo hanno fatto e dimostrato a te. E credimi sotto quest’aspetto t’invidio parecchio, perchè sai, ne parlammo tempo fa: oggi trovare anche una sola persona che ti chiede "come stai" con sincerità è molto difficile. Concludo dicendoti che quando hai parlato della tua corsa per leggere le lettere arrivate alla casa dello sfratto, mi sono immaginato la scena. Quando arrivo a immaginarmi le scene, vuol dire che quanto sto leggendo mi è entrato dentro. Bravo Rob, spero che lo leggano in tanti questo tuo post!!!Ciaooo
bello bello bellisssssssssssssimooooooooo!!!!mi è piaciuto tanto roby, davvero…!!è bellisssssimo ke tu abbia finalmente deciso di raccontare qst tua esperienza così dettagliatamente
francamente, da quello ke scrivevi, dagli accenni ke facevi, ero un po’ curiosa di saperne di +… xò, era una cosa ke nn ti si poteva kiedere, dovevi decidere da solo… bravo!! e devo dirti la verità: è scritta cn così tanta passione ke mi sn commossaaaaaaaaaaa…!!!!baciottoliiiiiiii
ciao rob, hanno ragione tutti coloro che hanno commentato sotto di me… hai scritto in modo davvero bello la tua esperienza in Spagna e il tuo ricordo… caspita però quante cose che ti sono accadute!!!
Ciao Rob!!O meglio, forse è il caso di dire Hola!!Caspite, devo dire che scrivi molto bene…ho letto il tuo nostalgico racconto con piacere e sono contento per te, per l’esperienza che hai fatto…è stata un’odissea per certi versi, ma sono sicuro che porterai sempre nel tuo cuore le persone che ti sono state vicine…anche se in questi casi è triste non vedersi più dopo aver passato tanto tempo assieme, lo so bene…Racconto bellissimo comunque…mai pensato di pubblicare i tuoi scritti??
Che bellooooooo!!! Robertino questo post è stupendo…Non potevi descrivere in maniera migliore la tua esperienza che senza dubbio ti ha fortificato tantissimissimo.E sei riuscita a trasmetterla a tutti noi. Questo post trabocca di emozione, di gioia e malinconia, di ricordi stupendi che ti accompagneranno x sempre
Grazie x aver scelto di condividere con noi questo pezzo della tua vita.Un bacione grandissimo ed un buon inizio di settimana
Anche io volvevo andare e ancora adesso vorrei andare in Spagna per lo stesso motivo…. dovrebbe essere davvero una bella esperienza. Poi il tuo racconto….. E’ bello, bello. per un attimo mi sono immaginata qualche scenetta. Le foto le ho viste, poi avevo già "sentito" la storia dell’operazione. Io forse al posto tuo avrei avvertito tutto il mondo per la paura…. Amici… ahhhhh! che bella cosa che è l’amicizia. Soprattutto quando sei parecchio giù….. Altro che panna e fragola o nutella!Bises Mr. Rob!
Grazie mille per i vostri commenti, non pensavo che il mio ricordo erasmus potesse suscitare delle emozioni anche ad altri, anzi pensavo che vista la lunghezza del post sarebbero state poche le persone a leggere tutto. Non è la prima volta che parlo dell’erasmus; se andate nella home, ma anche alla fine del post, troverete il link della categoria erasmus, dove ho riportato un pò di quei mesi, pur non sbilanciandomi come in questo caso. E’ un pò strano comunque parlarne, ogni volta che lo faccio mi fa piacere nonostante la malinconia sia presente; più che altro, ogni volta che ora mi capita qualcosa che mi fa ripensare a quei mesi, preferisco non approfondire il ricordo perchè comunque anche quella che per me è una banalità, se è legata in un modo o nell’altro a un fatto accaduto durante quei sei mesi acquista per me un valore assurdo che non posso condividere con nessuno se non con chi l’ha vissuto come me. Citare avvenimenti e situazioni, sinceramente, spesso mi dà pure la sensazione di essere antipatico, quindi a volte preferisco essere taciturno sull’argomento.E gli amici…..gli amici……Come ho scritto, l’Erasmus mi ha dato e mi ha tolto tanto allo stesso tempo….e l’amicizia è una cosa che è senz’altro cambiata a seguito di quest’esperienza, nel bene e nel male. Ho capito che spesso non serve conoscersi da una vita e allo stesso tempo ho imparato che allontanarsi per un pò di tempo e per qualche km può rovinare una vecchia amicizia o al contrario rafforzarla di più.
è bellissimo Roby,scritto col cuore
Caro Roberto, eccomi qui a ricambiare la tua gentillissiam visita. Visibilmente quest’esperienza di ERASMUS, ti ha segnato in positivio. Bella e grande esperienza Roberto, hai fatto bene a superare le tue piccole ansie dello sconosciuto e viverla. Infatti da come scrivi, si sente quanto tu sia stato soddisfato. Sei tornato ricco di tante cose. Ho lavorato anni fa su ERASMUS, penso che sia lo stesso ERASMUS di cui ti sto parlando, all’inizio quando anche li’ dove vivo stavano slanciando il progetto. Bello vedere persone come te che hanno un bellissimo ricordo di ERASMUS. Quante ore di lavoro con i miei colleghi. Mi hai fatto tornare indietro di qualche anno ! Grazie robertino. Bellissimo il tuo racconto. Le cose interessante nn sono mai noiose. Quindi avresti potuto scrivere 100 altre pagine, sono sicura che tutti avremmo letto senza feramrci. Un abbraccio, buona giornata.
Io sono sempre quella che arriva in ritardo ai tuoi post,ma che questa volta l’ha letto con la lacrimuccia…ops forse più di una (non è una cerimonia m ala realtà)!Rob caspita, mi hai tenuto col fiato sospeso fino alla fine e saper che questo è uno stralcio di vita…io rimango a bocca aperta!Avrei fatto la stessa cosa per quanto riguarda l’avviso dell’operazione(qualcuno sa qlcs in merito) ma sarei morta di paura lo stesso…bella cosa gli amici, a volte chi conosci da poco ti dà più di quanto credi, e più di quanto danno quelli che si appellano ad"amici da tempo"..Clap clap a Roberto!!
Ho letto questo post quando ancora non c’erano commenti,non ho avuto il tempo di farne uno io perchè dovevo scappare……ma sapevo che avrebbe suscitato grande ammirazione da parte tutti.Non so esattamente cosa dire,del resto tutto quello che c’era da dire l’hanno già detto gli altri…….ma mi ha veramente emozionato questo post,quasi come se l’avessi vissuta io questa esperienza…..e non so perchè ma è come se fossi riuscito a trasmettere anche a me un pò di malinconia…….complimentoni Rob
Emozionante dalla prima all’ultima parola Roberto….sembrava quasi di esserci,sopratutto nella sala d’attesa dell’ospedale!Tutte le esperienze,belle o brutte,le dobbiamo ringraziare…questo ci insegnaIl Segreto…..e tu ne sei la prova!Un bacio grande Roberto..LuNaLò
deve essere stata un’esperienza assurdamente fantastica!non ho avuto la possibilità di fare l’erasmus ma la mia piccola esperienza del Wcs in Giappone un pò ci somiglia…conosci tante di quelle persone e si vengono a creare legami bellissimi in poco tempo…=)la si porta sempre nel cuore!
Che bello leggerti!….Ero entrata di sfuggita ieri pomeriggio sul tardi ma mi ero ripromessa di ritornare con calama con una tazza di caffè in mano, e ora sono qui….ti ho riletto….e sono assolutamente contenta di conoscerti, di condividere con te attimi, ore, pensieri, emozioni, risate in questo mondo "virtuale" che per noi ormai non lo è più….Mi sono emozionata a leggerti, e dopo le vicende di questi giorni e dopo ieri sera, il sorriso mi è ritornato. Voglio sperare che non esiste solo un’Italia malata dove l’arrivismo, il potere, la cattiveria si prendano il nostro pensare e il l nostro agire…. ma che ci siano persone come te che dei propri sbagli o delle proprie debolezze ne ha fatto un punto di forza e di partenza per dimostrare prima a se stesso e poi agli altri…che la vita è bella…e che va vissuta.Un bacio
Grazie ancora per i commenti
PS: Non so se è un problema mio o del Live Space (credo sia più un problema del Live Space)….ma vedo solo una foto, oltretutto non mia ma presa da internet (non avevo foto di plaza Cañadio). Le altre sono foto mie personali che ho caricato direttamente dal pc, senza codici html…e forse è proprio per qesto che non si vedono più. Ma se aggiornate la pagina le vedrete di nuovo….boh….misteri….
Buongiorno Robertinoooo!!!Già nemmeno io in questo momento vedo le foto, però l’altro ieri si vedevano tutte…Un baciotto caro
non mi visualizza tutte le immagini, nn so xké…ma mi sono letto tutto, e ke dire… forse una delle + belle esxienze ke ti possono davver ocambiare la vita!
L’unica spiegazione che posso darti sulle foto, è che magari sono troppo pesanti e forse messe tutte insieme non riescono a caricarsi. Prova a ridurre la dimensione dei KB.
ho letto tutto d’un fiato….sai un pò ti invidio…non è da tutto portarsi appresso un ricordo così forte e vivo anche a distanza di tempo.hai vissuto nel vero senso del termine, senza farti mancare nulla…bello o brutto che fossema è proprio da questo genere di esperienze che si impara qualcosabello roberto, complimenti, te lo dico con il cuoreun abbraccio
▬ Finisco di rispondere a Paola e poi torno a leggere qui e gli altri arretrati del frattempo..solo una precisazione sul titolo: SE hai già visualizzato le immagini 1 volta e poi clicchi "aggiorna"il tuo computer, non avendole + trovate, sarà andato a ripescarle nei temporanei..MA SE uno non le ha mai reperite, NON le visualizza e basta, nemmeno riaggiornando la pagina,come il sottoscritto.▬ Io vedo solo "http://decampeon.files.wordpress.com/2008/09/plaza-canadio-750x.jpg"ma le altre su "https://eronma.bay.livefilestore.com/…" NO..prova a togliere la "s" di HTTPS x farli diventare link a indirizzi "HTTP"xché può essere che sia magari anche Windows Live che x ragioni di sicurezzanon permetta linkaggi a indirizzi HTPPS, giustamente ( ! )Ciau
Ho provato da me a toglier la ‘s’ ma non cambia nulla.. come non detto :/
WOW … che botta sti sei mesi!!!