E’ finita…
Ebbene si: dopo sette volumi, pagine e pagine lette (e rilette), anche la fantastica storia di Harry Potter è finita.
Non sono mai stato bravo a commentare un romanzo, non riesco mai a essere obiettivo, men che meno nei riguardi di Harry Potter.
Non so perchè mi abbia rapito così tanto; d’altronde non è la Rowling ad aver inventato questo genere che è stato scritto e riscritto; potrei anche chiedere scusa a tutte le persone che in tutto questo tempo ho stressato fino alla nausea e che sono arrivate a non sopportarmi più; ma sul serio, se c’era una cosa che mi piaceva fare era invogliare la gente a leggerlo; tra l’altro posso dire che sono più le persone che sono riuscito a convincere e che alla fine mi hanno dato talmente ragione da comprarsi gli ultimi libri ancora prima che me li comprassi io, che non quelle persone che continuano a rifiutarsi categoricamente di avvicinarsi a una lettura del genere o che magari ci hanno provato e sono rimasti insoddisfatti.
Ovviamente i gusti son gusti… Si dice che il mondo è bello perchè è vario, no? Eppure una delle cose che mi piaceva di più era terminare i libri e parlarne con chi l’aveva già letto o lo stava leggendo; Sele, Michi, Cocky, il fratello, Zucca, Debora, Carlo, mia sorella, Marco, Ale, Ele, Eli, Carla… Praticamente potevo parlare di Harry Potter quasi sempre: in facoltà, in palestra, a casa, in autobus… Si, in effetti un po’ maniacale, lo ammetto; però è inutile ripeterlo ma lo ridico lo stesso: questa storia mi ha stregato!!!
Non avevo mai letto libri fantasy prima di Harry Potter, o per lo meno non gli avevo letti da adulto; ma il bello di Harry Potter è proprio il fatto che secondo me non si può classificare solo come fantasy; l’ambientazione è quella, ma gli avvenimenti, le persone, le storie, pur facendo parte di quel mondo, non riuscivo a sentirle lontane, anzi…
Lui è il classico bambino sfigato, praticamente orfano da sempre, ignaro del motivo per cui i suoi genitori fossero morti e per mano di chi, ma soprattutto ignaro anche di essere un bambino speciale; lo scoprirà poco a poco, una volta ammesso alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, di cui non aveva mai sentito parlare; una scuola frequentata tempo addietro da quelli che erano i suoi genitori, una scuola dove Harry verrà catapultato e dove finalmente si troverà a casa, dopo anni e anni di convivenza con gli zii che sempre hanno rifiutato la magia e che sempre hanno disprezzato coloro che ne facevano parte; una scuola dove Harry scopre che cos’è la morte, che cos’è l’amicizia, che cos’è l’amore, che cos’è la cattiveria, che cos’è la solitudine, che cos’è la sofferenza.
Nonostante sia un bambino speciale, “l’unico ad essere sopravvissuto all’anatema che uccide” (chi non mi ha mai sentito parlare dell’AVADA KEDAVRA?), Harry non è privo di difetti, anzi; ha le debolezze tipiche di ognuno di noi, fortunatamente spesso compensate dalle persone che gli stanno vicino; ma vicino a lui c’è anche gente falsa, gente che gli si schiera contro, gente che si vende l’anima al male pur di vederlo sconfitto. E nonostante ciò, a volte viene da schierarsi dalla loro parte, dalla parte del male; perchè la Rowling è bravissima a descrivere tutto in maniera oggettiva, sia la parte buona della storia che la parte cattiva, ponendo in risalto come la cattiveria sia anche sinonimo di potere, come questo possa riuscire ad ammaliare anche la persona meno ingenua al mondo e a portarla a fare cose che in passato avrebbe condannato.
Insomma, l’ambientazione è fantasy, ma le situazioni e coloro che ne fanno parte non si discostano tanto dalla realtà; ovviamente noi non usiamo bacchette magiche e incantesimi, non abbiamo i gufi che ci portano la posta, non saliamo su una scopa per giocare al quidditch, frequentiamo (e vien da dire “purtroppo”…) una normalissima scuola superiore e non la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts; quello che ci accomuna a Harry Potter non sono queste cose, ma come lui anche noi abbiamo le nostre debolezze, possiamo contare sull’aiuto di poche e fidate persone che possano realmente definirsi amiche, ci circondiamo di persone che ci stanno vicine solo per avere un tornaconto, crediamo ingenuamente nell’aiuto di qualcun altro che invece, per un motivo o per un altro, ci abbandona nel momento peggiore; anche noi abbiamo gli amici che, al contrario, ci aiutano quando meno ce lo aspettiamo, abbiamo a che fare con le delusioni, proviamo che cos’è l’abbandono, l’amore, il dolore, l’emozione di un bacio, l’appoggio della famiglia, la gioia di ottenere un qualcosa che desideriamo da tanto tempo e che finalmente riusciamo a ottenere… Sono tutte cose che conosciamo anche noi e che la Rowling è riuscita a romanzare in questi sette volumi, miscelando il fantasy principalmente col thriller e con l’horror, ma dando modo anche di sorridere per alcune situazioni comiche. E lei è bravissima nel fare tutto ciò, nell’iniziare la storia con due volumi semplicissimi (“La Pietra Filosofale” e “La Camera dei Segreti”), a mio parere gli unici due volumi per bambini, ma essenziali per tutto il resto della storia perchè permettono di immergersi per la prima volta in quello che è il mondo della magia, il mondo non alternativo a quello dei “babbani” (che, ahimè, siamo noi…) ma un mondo ad esso parallelo; due libri dove vengono presentati alcuni personaggi che accompagneranno Harry fino alla fine (per chi ce la farà), nel bene e nel male…
Piano piano la storia si evolve, diventa sempre più complicata, e questo già a partire dal volumo successivo (“Il Prigioniero di Azkaban”), che pur non essendo il migliore rimane comunque il mio preferito, quello che mi ha fatto pensare inizialmente alla Rowling come a una pazza che sicuramente poteva contare su un pusher di ottima qualità per poter arrivare a scrivere certe cose e a far ragionare il lettore in un certo modo per poi far crollare tutte le teorie costruite.
E poi arriva il quarto (“Il Calice di Fuoco”); ringrazio ancora Debora e Nicola per avermelo regalato anni fà, solo perchè si ricordavano che anni prima avevo letto i primi due; se non fosse stato per Debora e Nicola, probabilmente non avrei mai preso in mano il volume precedente e probabilmente non sarei mai diventato il Roberto rompipalle che stressa la gente coi libri di Harry Potter (infatti credo che Nicola, se potesse tornare indietro, opterebbe per un altro regalo…). Ricordo ancora quando arrivai alla fine di quel volume: bellissimo, inconcludente, termina sul più bello (o, per meglio dire, sul più brutto) e difatti il giorno dopo iniziai subito il volume successivo: “L’Ordine della Fenice”, un altro capolavoro dove la Rowling continua a intrecciare la trama in maniera sempre migliore, sempre più avvincente. Tra l’altro è l’unico che ancora non ho comprato, quindi, se qualcuno volesse farmi un regalo, con quello andrebbe sul sicuro, ok?
Poi ecco che inizia la crisi d’astinenza: terminato il quinto volume, il sesto non era stato ancora pubblicato; ho dovuto aspettare gennaio 2006 per sapere come sarebbe andata avanti la storia, quando finalmente tra le mani avevo “Il Principe Mezzosangue”, a mio parere il migliore assieme a “Il Calice di Fuoco”.
Ed ecco, finalmente, dopo due anni di attesa, il sospirato settimo e ultimo volume: “I Doni della Morte”. Si era detto tanto su questo libro, ma in tutto questo tempo sono stato bravissimo a tenermi lontano da ogni indiscrezione, non volevo sapere nulla per poterlo assaporare parola dopo parola, in modo da gustarlo come veramente meritava.
Ma nonostante sia la storia più bella che abbia mai letto, spero che sia giunta al termine per davvero; è giusto così.
E spero sia una saga che possa rimanere negli anni; probabilmente la Rowling è stata solo fortunata in quel momento della sua vita; probabilmente ci sono altri scrittori ancora più bravi di lei e che però non hanno avuto la sua stessa fortuna; non mi interessa e non mi interessano nemmeno i commenti della gente che quando sentono parlare di Harry Potter fanno una smorfia e sanno solo dire che questi volumi hanno permesso soltanto che lei potesse diventare la donna più ricca del Regno Unito; questo genere di romanzo potrebbe anche non piacere, ci mancherebbe, però sono sicuro che obiettivamente, chi lo legge, non possa far altro che farle i complimenti per la fantasia e la bravura con cui è riuscita a scrivere una storia così.


Un uomo felice! ^___^
wow è il primo intervento lungo che leggo anche quando ho scritto il mio libro era in capitoli!!!!!!!!
si vede che ti piace, non ho letto il lbro anzi i libri ma la tua descrizione il tuo raccontare è stato bello complimenti ammiro le persone che mettona tanta passione in quello che fanno, in quello che vivono, sentono e dicono…. ciao
e secondo te ora leggo tutto?… diciamo che ho letto a punti è ho capito il discorso generale… Ok?
No max….non è ok per niente… non hai capito nulla……altro che capire il discorso generale :p
sicuramente non potrai mai capire se ti soffermi a leggere piccoli punti.harry potter non si può ridurre ad un discorso generale!!!!!!!ti posso assicurare che ti prende ……lasciatelo dire da una che odiava leggere!P.s. robi era bellissimo parlare di harry con te mi facevi troppo ridere!!! ti ricordi i nostri harry day?????
Grande Malf!!!! ahahaha facevo ridere però ne è valsa la pena: tu e Sele siete state le allieve perfette, addirittura vi siete comprate gli ultimi due libri prima di me
e cosi’ anche tu sei Herry Pottiano… e bhe’ a me piace… ciao Roby e auguri x il 3 compleanno del tuo blog!
Buon Salve! Come promesso ieri (in realtà non l’avevo promesso…) ho letto la tua "recensione". Io il mio compitino l’ho assolto…te assolverai il tuo? A presto! Un abbraccio!PS: se nn farai i compiti dovrai "offrire" te! Ahahahah
beh caro, ke tu lo voglia o no qsta passione potteriana ci accomuna!!io nn lo trovo x nulla banale e francamente invidio tantisssssimo la scrittrice x il modo bellissimo in cui è riuscita a farci entrare in qst mondo magico… qui nn conta tanto la fantasia (cm hai detto te, l’argomento è già stato "masticato" diverse volte!), ma ciò ke + conta secondo me è riuscire a creare un vero e proprio mondo a parte, facendo sempre tornare tutto, cm se si trattasse di vita reale!! un po’ cm è successo x il Signore degli Anelli… insomma, brava brava!!e bravo roby ke apprezzi
)baciottoliiiii
Fiore…e menomale che ci accomuna questa passione!!! Se avrò la fortuna di partecipare al nostro raduno mi aiuterai a fare il lavaggio del cervello a un bel po’ di gente
Stepho…mi sa che hai sbagliato blog!!! "Io per te, tu per me" è il blog di un altro
Comunque anche io farò i compiti…non mettermi fretta però
Robè…non ho cpaito la battuta…
Si non l’ho capita neanch’io, però grazie della pubblicità
Che ragazzi poco svegli…. Visto che dal commento di Stefano sembrava che dovessi rendergli un favore, ho pensato al titolo del tuo blog