Anche io voglio dirti CIAO

Ci sono canzoni che ritieni stupide, che non hanno senso. Sono quelle di cui, per quanto ti possa sforzare, non riesci a capire il significato e pensi “Chissà che ha voluto dire con questa frase. E con quest’altra”.

Nonostante questo, può capitare che quelle canzoni siano nella tua cartella di file musicali. E poi torni a casa, accendi il pc e mentre leggi la posta decidi di avviare l’intera cartella in modalità random.

E parte proprio una di quelle canzoni.

E allora capisci. All’improvviso la capisci tutta. E te la senti addosso.

Ci sono canzoni che hanno un senso solo quando ci sei dentro…

Festival, la senti questa musica?

Pensavate di scamparvela almeno quest’anno, vero? E invece no!! Anche quest’anno sto seguendo il Festival di Sanremo e anche quest’anno, visto che la Rai si ostina a non volermi chiamare per far parte della giuria demoscopica (che non ho capito nemmeno se c’è o no…), esprimerò i miei voti almeno qui sul blog ;). Qualcuno concorderà con i miei giudizi (credo pochi…), qualcun altro mi insulterà, qualcun altro ancora (la maggior parte) nemmeno leggerà la fine di questa frase e avrà già chiuso la pagina perché non segue Sanremo (che poi io non ci credo più a questa storia che nessuno lo guarda e poi il giorno dopo tutti però ne parlano e ne sanno quasi più di me…)

Comunque, mi limiterò solo a fare la classifica delle canzoni. Per tutto il resto (e anche di più), quest’anno vi potrete rivolgere direttamente al blog del Signor Ponza, che ha fior fior di collaboratori per tutto il resto dell’anno, figuriamoci in occasione del Festival ;).

Per chi non lo sapesse, ieri si è svolta la finale dei Giovani. In realtà la puntata è durata più di 3 ore e sommando il tempo dedicato alle loro canzoni non si raggiungono i 20 minuti…bah… In finale sono arrivati in quattro e, strano ma vero, proprio i quattro che piacevano a me. Ha vinto Antonio Maggio (Mi servirebbe sapere) con una canzone carinissima, anche se avrei preferito vincesse lei:

Io solitamente sono poco campanilista, però questa canzone più la ascolto e più mi piace. E il ritornello in sardo lo trovo stupendo. Insomma…giusto per farvi capire che fortunatamente non abbiamo solo Marco Carta e Valerio Scanu!!

Detto questo, io direi di passare ai cantanti in gara tra i Campioni, altrimenti inizia la finale di stasera e io sono ancora qui a scrivere il post.

In rigoroso ordine crescente, ecco la mia classifica:

14° Maria Nazionale – È colpa mia —> Ho letto che ha all’attivo ben 13 dischi… Ah però!! Famiglia numerosa… Bah… Se il suo cognome dovesse rappresentarci tutti, direi di espatriare in massa!! A mio avviso dovrebbe prendere per mano tutti i cantanti neomelodici napoletani e andare a cantare nei ricevimenti di nozze, comunioni e battesimi… Insomma, San Gennà… RIPRENDITELA!! Voto: 3

13° Modà – Se si potesse non morire —> Ma questi non si evolvono? Hanno deciso di voler fare il gruppetto per gli adolescenti di Moccia per sempre? La canzone è una riflessione sulla vita di una banalità allucinante! Purtroppo potrebbero vincere… Voto: 5

12° Simone Cristicchi – La prima volta (che sono morto) —> È inutile: ad eccezione di Meno male che cantò proprio a Sanremo qualche anno fa, a me Cristicchi e le sue filastrocche mi annoiano. Voto: 5 e 1/2

11° Raphael Gualazzi – Sai (ci basta un sogno) —> Premetto che lui a me piace molto e che ho pure il suo primo album pur facendo un genere musicale che sicuramente non è il mio preferito. Questa volta però mi ha deluso. Mi aspettavo molto di più e invece finora non ho visto una sua esibizione decente. Preferirei non dire nulla su come, nella serata dedicata alle vecchie canzoni del Festival, ha riarrangiato Luce di Elisa, forse la mia canzone sanremese preferita. Voto: 6 –

10° Daniele Silvestri – A bocca chiusa —> Probabile vincitore del premio della critica, la canzone fa sicuramente parte del suo repertorio “serio”. Ma a Sanremo io voglio vederlo e sentirlo con canzoni sullo stile di Salirò (e infatti non è un caso che preferisca la sua seconda canzone, che però non è passata alla gara ufficiale). Questa invece, so che per molti dirò un’eresia, ma per me non raggiunge la sufficienza piena. Voto: 6-

9° Marta sui Tubi – Vorrei —> Li conoscevo solo di nome ma non li avevo mai sentiti. Musicalmente è una delle canzoni che mi piace di più, però lui ha stonato dall’inizio alla fine, anche se alla seconda esibizione (che non è questa del video) ha cantato decisamente meglio. Voto: 6+

8° Almamegretta – Mamma non lo sa —> Musicalmente una delle migliori, l’ho rivalutata tantissimo rispetto al primo ascolto. Dalla seconda volta ho pure capito le parole che inizialmente mi sembravano incomprensibili. Certo, con un’altra voce sarebbe piaciuta molto di più, ma non sarebbero stati gli Almamegretta. La cosa che mi sconvolge di più è che piace a mia mamma… Voto: 6 e 1/2

7° Chiara – Il futuro che sarà —> Evidentemente quest’anno va di moda la fisarmonica… Vabbeh… Sia questa che l’altra canzone (che non è passata alla gara ufficiale e che comunque preferivo, anche se molto meno immediata) hanno dimostrato che Chiara, fresca vincitrice di X Factor nella squadra di Morgan, deve fidarsi unicamente di quest’ultimo!! Tutto ciò che lui le assegnava, lei lo interpretava in maniera STRAORDINARIA. Se però ora le fanno cantare canzoni come queste, credo che l’anno prossimo nessuno si ricorderà di lei, e sarebbe un gran peccato perché è veramente brava. Premesso questo, la canzone che inizialmente non mi piaceva, ora raggiunge un giudizio discreto. Voto: 7 e 1/2

6° Elio e le Storie Tese – La canzone mononota —> Spocchioso e antipatico come pochi, Elio porta a Sanremo, senz’ombra di dubbio, la canzone più geniale di tutto il Festival!! Veramente, veramente fighi!! Però c’è da dire pure che, diversamente da quello che succede di solito, ossia che con più di un ascolto si tendono a rivalutare canzoni inizialmente non proprio immediate, questa di Elio e le Storie Tese comincia un po’ a stancarmi. Non mi dispiacerebbe comunque se salisse sul podio. Voto: 8

5° Simona Molinari con Peter Cincotti – La felicità —> L’unica canzone della prima serata del Festival che mi è veramente piaciuta da subito. Uno swing semplice e travolgente, per il quale non c’è bisogno di aprire il TV Sorrisi & Canzoni per leggere il testo e capire le parole (Gualazzi, sì…mi sto riferendo a te). Non vinceranno mai e ritorneranno nel dimenticatoio, ma io li premio alla grande. Voto: 9–

4° Annalisa – Scintille —>Dite quello che volete sui ragazzi che escono dei talent, e soprattutto da Amici (io sono il primo che non si spiega come possa piacere una strillatrice come Alessandra Amoroso e ancora mi devono spiegare dov’è la sua bravura…) ma obiettivamente Annalisa è bravissima!! Mi piace la sua voce, chiara, limpida, non sbaglia una nota. A Sanremo porta una canzone che mi ricorda molto lo stile di Giuliana Palma. E la sua interpretazione di Per Elisa nella serata dedicata ai vecchi successi del Festival, sarà che ho sempre adorato quella canzone, è stata la migliore tra tutte. Voto: 9-

3° Marco Mengoni – L’essenziale —> Probabile vincitore, direi scontata la sua presenza sul podio. A me solitamente non piace granché, pur ritenendolo molto bravo. In passato mi è sempre sembrato eccessivo. Questa volta invece lo descriverei con un’altra parola: intenso. Stenderei un velo pietoso sull’altra canzone scritta da Gianna Nannini e Pacifico e che fortunatamente non è passata alla gara ufficiale. Voto: 9

2° Malika Ayane – E se poi —> Premesso che non è il massimo della simpatia e che anzi la prenderei a colpi di badile in faccia e premesso che porta due canzoni scritte da Giuliano Sangiorgi (cantante dei Negramaro) e che pur di non ascoltare quella che non è passata è preferibile essere preso a calci sulle gengive (sarà che la immagino cantata proprio da quel gatto nero attaccato ai coglioni che è Giuliano Sangiorgi), sembrerebbe che non mi sia piaciuta. E invece… Voto: 9+

1° Max Gazzè – Sotto casa —> Non vincerà mai e non salirà nemmeno sul podio, ma a mio modestissimo parere è notevolmente più avanti di tutti gli altri. Canzone orecchiabile, tra il serio e il divertente, musicalmente la migliore tra tutte. Fa venire voglia di ballare con lui sul palco :). Voto 9 e 1/2

Chi vincerà? Lo scopriremo a notte fonda :D. A voi chi è piaciuto? Non dite che non l’avete seguito, non ci crede nessuno ;).

Poeti di Catania

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere,
quasi sembra che ci inviti a rinascere,
tutto inizia, invecchia, cambia forma,
l’amore tutto si trasforma,
persino il dolore più atroce si addomestica…
Tutto inizia, invecchia, cambia forma,
l’amore tutto si trasforma,
nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera…

Non so se vi è mai capitato di conoscere una canzone, magari averla pure canticchiata e nonostante questo non siate mai riusciti ad apprezzarla. Poi arriva un giorno in cui magari siete un po’ sovrappensiero oppure siete più rilassati di altri giorni o ancora siete impegnati nelle vostre cose e in sottofondo risuonano le stesse note che in passato avevate solo canticchiato, ma che quasi improvvisamente sembra acquistino più valore.

E’ più o meno quello che è successo a me stamattina mentre il mio lettore, perennemente impostato in modalità random, ha fatto partire questa canzone di Carmen. Che per carità, sia ben chiaro, mi piace da matti, però oggi non so perché l’ho apprezzata di più…

E poi arriva il pomeriggio, sei in macchina che rientri verso casa, ed ecco che la radio passa un’altra canzone: il nuovo singolo di Battiato. Io nemmeno sapevo che fosse uscito un nuovo album. È stato amore al primo ascolto ;).

In una parola? Bellissimo! Giudicate voi:

L’evasione era solo l’inizio

Prison Break è un telefilm ormai datato, di cui avevo sentito parlare molto bene. Quindi, dopo aver abbandonato, come avevo detto qui, The Walking Dead alla seconda puntata per evitare di avere gli incubi, ho deciso (purtroppo) di dargli fiducia.

L’ho trovato infatti estremamente ridicolo, puntata dopo puntata. Sinceramente mi chiedo perché mi sia fissato a volerlo vedere tutto, visto che non mi ha mai entusiasmato e a mio avviso lo avrebbero potuto terminare, con una conclusione magari diversa, già alla prima stagione. Avrebbe avuto molto più senso.

E invece no. Hanno avuto il coraggio di girarne quattro stagioni, che si allontanano sempre più da quella che era la storia originale.

Di cosa parla? Tutto ha inizio con Lincoln Burrows, detenuto nel carcere di Fox River e in attesa della condanna a morte per l’omicidio del fratello del vice presidente degli Stati Uniti. Da subito si scopre in realtà che lui è innocente e che è vittima di un complotto ai cui vertici ci sono alcuni esponenti del governo che fanno parte di una società segreta chiamata (occhio alla fantasia!) “La Compagnia”. Prima ancora che si scopra questo complotto, il fratellino di Lincoln, Michael Scofield, ingegnere civile de ‘sto cazzo, decide di far evadere il fratellone. E come? Semplice: si fa tatuare su tutto il corpo la piantina del carcere e poi rapina una banca per farsi arrestare, in modo che l’evasione avvenga dall’interno del carcere stesso.

La prima stagione si basa esclusivamente sulla preparazione dell’evasione e sul tentativo di smascherare il complotto, con l’entrata in scena di numerosi personaggi che aiuteranno o ostacoleranno i due protagonisti e che, senza ombra di dubbio, hanno molto più spessore dei due fratelli. In realtà, dando per scontato che non potevano impiegare quattro stagioni per cercare di evadere, avrei dovuto immaginare che le stagioni successive alla prima sarebbero state ridicole, ma mai avrei immaginato così tanto.

In definitiva, di questo telefilm si può dire che (occhio agli spoiler!):

  • Lincoln Burrows è un incrocio tra Sylvester Stallone e Ligabue. Il fratello irresponsabile, quello che si mette sempre nei guai e che fino a quando era destinato alla sedia elettrica risultava essere pure un bel personaggio. Poi evade e si trasforma in uno sbruffone masticatore di chewing gum con la camminata da figo.
  • Michael Scofield è insopportabile. Il signorino “so tutto”, spocchioso più di Marco Travaglio, credibile quasi quanto Nicolas Vaporidis in uno qualunque dei suoi film. Ogni volta che parla, che sta zitto con quella sua boccuccia stretta o che fa il suo sorrisetto beffardo, viene voglia di dargli una vangata su quella sua faccetta da bravo ragazzo.
  • Il budget per i costumi è veramente ridotto all’osso. Posso capire per la prima stagione, girata dentro un carcere, dove i protagonisti sono quindi guardie e carcerati, ognuno con la propria divisa fino all’ultima puntata. Posso capire per la seconda stagione, incentrata esclusivamente sui prigionieri in fuga che quindi non avevano nemmeno il tempo di farsi un bidet, figuriamoci di cambiarsi i vestiti. Posso capire per la terza stagione, dove (udite udite che fantasia!!), Scofield viene incarcerato a Panama in un penitenziario gestito direttamente dai carcerati e dove, nella realtà, non sarebbe vissuto per più di mezz’ora (ma nella finzione non solo riesce a vivere nonostante tutti lo vogliano morto, ma addirittura riesce a organizzare l’ennesima evasione). Ma nella quarta stagione, dove sono tutti relativamente liberi, beh ecco… nella quarta stagione non lo capisco più!! Corrono da una parte all’altra e hanno sempre la stessa roba addosso, giorno dopo giorno. Quella camicia in jeans di Scofield puzzava solo a guardarla…
  • Rifacendomi al punto precedente, c’è da dire che le poche volte che ci sono stati dei cambi d’abito, i travestimenti sono stati degni delle migliori commedie di Shakespeare.
  • Michael Scofield non aveva tempo per cambiarsi la camicia, ma evidentemente aveva tutto il tempo per andare a tagliarsi i capelli. Per quattro stagioni ha avuto i capelli costantemente rasati, sempre alla solita lunghezza di 2 mm. Addirittura lo operano al cervello e (miracolo!!) la testa non presenta nemmeno un taglietto. Bah!
  • La quarta stagione di Prison Break in realtà non è Prison Break: sono le nuove puntate di MacGyver. Di questo ne sono assolutamente convinto. Guardatela per credere!
  • A Michael Scofield dà fastidio la luce. Non si spiegano altrimenti gli occhi perennemente stretti in modalità “Io sono Michael Scofield, sono un ingegnere civile che so tutto di tutto e tu non sei nessuno e non mi fai paura”.
  • Se vi esercitate allo specchio a fare la faccia da cattivo, avrete buone possibilità di essere reclutati per un’eventuale quinta stagione. Se non sapete come si fa, guardatevi le precedenti quattro stagioni e prendete come esempio un personaggio a caso. Quando poi diventerete cattivi e lavorerete per quelli ancora più cattivi, fate come Lincoln e non dimenticatevi lo spazzolino da denti l’anello da capo dei capi tamarro.
  • Il pathos di questo serial è arrivato secondo solo ai migliori racconti di Gianni Rodari. Seguito al terzo posto dal Pulcino Pio.
  • Le donne si contano col contagocce. Quelle insignificanti muoiono. Quelle non insignificanti sono cattive. Anche Sara Tancredi, medico del carcere da cui si sviluppano tutte le vicende, avrà le sue scene di cattiveria. In quelle scene è credibile quanto  Daniel Radcliffe che recita una parte tagliata su misura per Bruce Willis.
  • In questo telefilm non si guidano automobili se non si è in grado di sgommare. Tutti sanno guidare in modo spericolato. Anche Sara Tancredi che, nella realtà, probabilmente non ha mai messo in moto un’auto.
  • L’attore che impersona Michael Scofield è stato sicuramente pagato profumatamente e non ha sofferto la fame, visto che di stagione in stagione è letteralmente lievitato.
  • Ritorniamo a Sara Tancredi. Casomai non l’aveste ancora capito, diventerà la donna di Scofield. Non è uno spoiler vero e proprio, visto che si capisce da subito. Lo spoiler è che lei darà alla luce un piccolo Scofield; la cosa che lascia perplessi è: quando mai l’hanno concepito? In quattro stagioni non si è vista neanche una tetta e il massimo dell’erotismo è stato un bacio sulle labbra e questi qui ci vogliono far credere che, tra prigioni e fughe che non lasciavano avere nemmeno il tempo di andare in bagno, sono riusciti a trombare? Boh… In compenso, pur non essendoci nulla di esplicito e anzi, il tutto sembra quasi platonico, questa storia d’amore riesce comunque a prendere alle palle e fa rammaricare del fatto che la morte di Sara durante la terza stagione sia solo una messinscena.
  • Come ogni buon film o telefilm d’azione che si rispetti, anche Prison Break presenta due categorie di individui: da una parte poliziotti, forze dell’ordine, sicari e killer di professione che hanno una mira di merda e un talento particolare nello scheggiare i pilastri; dall’altra tutti gli altri che invece maneggiano pistole sicuramente meno di chi lo fa per mestiere ma che riescono tranquillamente a sparare al momento giusto e colpire al cuore chiunque debbano ammazzare.
  • Siccome non bastavano quattro stagioni, sono state girate altre due puntate speciali. La motivazione? Beh, mi sembra giusto che anche per Sara Tancredi arrivi il momento del carcere. E mi sembra giusto che Michael Scofield debba progettare la terza evasione…
  • I personaggi migliori sono i co-protagonisti. In realtà a me è piaciuto solo Fernando Sucre, compagno di cella dell’ingegnerino. All’inizio mi piaceva anche la Tancredi, ma poi non la sopportavo più. Sucre invece è l’unico per cui facevo il tifo. Poi ci sono anche altri personaggi, cattivi che diventano buoni, buoni che diventano cattivi… Il più negativo di tutti è sicuramente Theodore “T-Bag” Bagwell, omicida e pedofilo. Ma, per la storia in sè, è uno dei personaggi migliori.
  • Michael Scofield, alla fine, si rivela pure un gran simpaticone. La battutona sul suo voler essere un padre presente, mantenendo in caldo la parte del letto di Sara finché lei non tornerà a dormire quando si alzerà per allattare, ho saputo che quest’anno la vogliono riciclare a Zelig. Peccato che non sapremo mai se sarà un buon padre o meno, perché gliene ho tirato talmente tante che alla fine muore sul serio!!

Insomma, se avete intenzione di guardare questo telefilm, mi sembra chiaro che vi stia consigliando di cambiare idea.

Uno su mille ce la fa

In realtà la proporzione non è proprio 1:1000, ma quando esattamente cinque mesi fa, il 3 maggio 2012, scattai questa foto dentro uno dei padiglioni della Fiera di Roma, la foto la intitolai proprio così.

Il giorno dopo scoprii che, tra quasi 600 persone che si presentarono lo stesso mio giorno, io ero, inaspettatamente, arrivato primo assieme ad altri 3. Con quel punteggio avrei fatto sicuramente parte di coloro che avrebbero dovuto sostenere anche la seconda prova. E mentre la prima la superai senza averla preparata, se non per qualche test fatto ogni tanto nelle sedute pomeridiane sul cesso di casa mia, per l’orale sarebbe stato sicuramente diverso.

Mi rinchiusi in casa per due mesi, uscendo solo per consegnare e ritirare i questionari del secondo censimento ISTAT per cui stato lavorando in quel periodo. E’ stata sicuramente l’estate che passerà alla storia per la poca abbronzatura e il poco mare; se non ricordo male, a fine luglio potevo contare solo tre giornate di mare in tutto… In compenso, per la prima volta in vita mia ho dovuto affrontare diritto amministrativo, tributario, nozioni di ragioneria e di scienza delle finanze… mentre fuori imperversano i vari Caronte, Lucifero, Minosse, Caligola e Scipione…

Voglio pensare che papà ti stia guardando… Speriamo non si distragga il giorno

È l’sms che mi inviò mia sorella uno di quei giorni… E papà non si distrasse: risposi a tutte le domande, certo non con un linguaggio da avvocato o da commercialista, ma portai a casa un bel 26,75.

E ieri sul sito hanno finalmente ufficializzato la notizia: sono tra i vincitori del concorso per assistente amministrativo all’Agenzia delle Entrate. Già, andrò a far parte della schiera dei cattivi ;).

E non mi importa se ho una laurea in ingegneria in tasca e per fare questo mestiere era sufficiente il diploma. Non mi importa se andrò a fare una cosa che non ha nulla a che fare con quello che per anni ho studiato e che, in quattro anni da quando ho raggiunto il fatidico pezzo di carta, seguito da altri attestati e qualifiche, non mi ha mai aperto nessuna porta.

Questa porta l’ho aperta io, rimettendomi in gioco dall’inizio… Ho sbaragliato la concorrenza, arrivando 74° a un concorso pubblico per cui si sono presentate più di 28000 persone e visto il risultato non sono mai stato più soddisfatto di così!!

Sento mio padre in ogni cosa che faccio. Ieri il mio primo pensiero è stato per lui… Lui vedeva complotti e raccomandazioni dappertutto. Quanto gli avrei voluto dire: “Hai visto? Ce l’ho fatta senza dover dire grazie a nessuno!!”

Sarebbe stato contento e orgogliosissimo di me…

E sono sicuro che ieri, quando ho brindato con mia madre, anche lui ha brindato con noi…

Pubblicità di cui (s)parlare #7 + programmi da Beautiful

Poco a poco, con l’arrivo dell’autunno, ecco che sugli schermi ricominciano a comparire anche gli spot sui cioccolatini.

Sì sì, lo so che la vostra preoccupazione è che la Ferrero possa aver rinnovato il contratto a Irene Grandi… Ma per carità!!! Ne avevamo già parlato qui, quindi basta!

Semmai, gioite e rallegratevi!!! Perché? Come perché? Perché, sempre a proposito di pubblicità di cioccolatini, non so se l’avete già visto ma è ritornato Ciuffo!!!

Vabbeh và… buon autunno, buone scorpacciate di cioccolatini e buon sabato sera. So che non vi interessa ma io domani andrò a festeggiare un matrimonio in spiaggia. Ebbene sì, come Brooke e Ridge ;)

I magnifici 7

Qualche giorno fa, cercando un video di Carmen, mi è apparso questo tra i video consigliati:

La seconda cosa che ho pensato (visto che la prima l’ho scritta nei commenti) è stata: lo devo ASSOLUTAMENTE fare pure io!!!

Ebbene, è da giorni che ci provo. Non ci riesco!!! E’ troppo difficile :(. Ci ho provato e sono arrivato a una rosa di oltre 50 canzoni; sforzandomi, forse (e sottolineo forse) riuscirei ad arrivare a 20, ma stilare perfino una classifica è letteralmente impossibile. Senza contare il fatto che ascolto Carmen dal 1996 e che in tutti questi anni molte canzoni le ho rivalutate, alcune le adoravo ma poi hanno dovuto competere con altre più recenti etc. etc.

E allora la faccio più semplice e opto per un’altra “classifica”: decreterò la migliore canzone di ogni suo album, non considerando le raccolte, i live e le collaborazioni. In tutto sono quindi sette canzoni e quindi cercherò di fare la classifica considerando solo queste sette.

Let’s go:

Elettra (2009) – Ultimo album di inediti, contiene dei piccoli capolavori come Mandaci una cartolina e Col nome giusto. La mia preferita, da subito, è però quella più rockeggiante dell’album. Una canzone che parla di incesto. Una canzone cazzuta, che si piazza subito alla posizione #7 ;):

L’eccezione (2002) – Scegliere la canzone che preferisco di questo album è quasi impossibile. Inaspettatamente, mi sono reso conto che è quello che contiene il maggior numero di canzoni che reputo tra le più belle. Si va da L’alleanza a Mulini a vento, da Fiori d’arancio a Moderato in Re Minore, da Masino a Matilde odiava i gattifino a Venti del nord. Insomma, la scelta è stata difficilissima ma alla fine credo che quella ad avere qualcosa in più rispetto alle altre sia la canzone che dà il titolo all’intero album e che quindi, nella mia speciale classifica, si piazza alla posizione #6 :):

Due parole (1996) – Album d’esordio, contenente la canzone (Vorrei dire) ispiratrice del titolo del mio blog ;). E’ stato difficile scegliere, soprattutto perché in questo album ci sono pure Amore di plastica e Questa notte una lucciola illumina la mia finestra, che rientrano tra le mie preferite di sempre. Ma la posizione #5 è occupata da questa (il video l’avevo fatto io anni fa):

Stato di necessità (2000) – Se non sbaglio è l’album che ha venduto di più. Merito sicuramente della canzone L’ultimo bacio. Per contro, è l’album che mi piace di meno e anche L’ultimo bacio, secondo me sopravvalutata, non mi fa impazzire :(. Contiene però una delle mie canzoni preferite, che quindi reputo la migliore dell’intero album e che va a occupare la posizione #4:

Mediamente isterica (1998) – Ho sempre pensato fosse il mio preferito e sicuramente un periodo lo era. Nel valutare le canzoni per scrivere questo post ho però scoperto che forse adesso sono legato maggiormente ad altri album, più soft. Secondo i sondaggi è l’album preferito dai fan di Carmen, tanto che ne uscì una versione Deluxe a 10 anni di distanza, arricchita da una meravigliosa L’uomo meschino, che nella prima versione non era stata inserita. Per quanto riguarda la canzone che preferisco e che va in posizione #3, nonostante Contessa miseria e Autunno dolciastro, per questo album non ci sono dubbi. Eccola :):

Eva contro Eva (2006) – Un altro album che mi mette in seria difficoltà. Sono soprattutto tre quelle che mi piacciono e che sicuramente, se fossi riuscito a fare la classifica inizialmente prevista, sarebbero entrate molto probabilmente nella top10. Una è Maria Catena. Un’altra è Tutto su Eva. A esse, però, ne preferisco un’altra ancora. Quindi, posizione #2 per…:

Confusa e Felice (1997) – L’album che l’ha portata al successo e contenente delle vere e proprie perle. Ci sono affezionatissimo e lo ritengo tra i migliori, grazie a canzoni come Per niente stanca, Fino all’ultimo, Diversi, Fidarmi delle tue carezze, La bellezza delle cose etc. etc. La canzone migliore contiene pure la frase più bella che Carmen abbia mai scritto:

“Forse non riuscirò a darti il meglio

ma ho fatto i miei conti

e ho scoperto che non possiedo di più”.

Chi la conosce, avrà quindi capito che la #1, quella che forse preferisco in assoluto tra tutte, è Blunotte :):

Monetine

Ma sono l’unico che non conosceva questa canzone?

Non vado pazzo per Daniele Silvestri, ma almeno le canzoni più famose le conosco. Questa è addirittura il singolo di apertura del suo Greatest Hits del 2008, eppure l’ho scoperta, per puro caso, solo stamattina. Mi si è incollata in testa e da allora sono così:

Nella canzone, Silvestri si prende gioco dell’abitudine, piuttosto comune della società italiana, di sperare ossessivamente nella vittoria nei concorsi a premi e nelle lotterie come unica soluzione per avere una vita migliore (Fonte: Wikipedia).

Beh, forse come unica soluzione no, però diciamo che una vincita al Superenalotto non mi farebbe proprio schifo eh…